Truffa degli infissi, imprenditore condannato a un anno e due mesi

Pena inflitta dal giudice al titolare della Greenhouse Peter Argenti. Il trucco?  Faceva preventivi, intascava anticipi e poi spariva

TRIESTE L’hanno battezzato il “truffatore degli infissi”. Si chiama Peter Anthony Argenti, titolare della “Greenhouse Groupe srl”, ditta di Muggia che in passato aveva un ufficio al centro commerciale di Montedoro. Faceva preventivi per porte e finestre, intascava gli anticipi, e poi spariva. L’imprenditore, che nel frattempo ha chiuso l’impresa e si è messo in società con un’altra ditta in via Giulia a Trieste, è stato condannato dal giudice Valentina Guercini per due episodi che risalgono a due anni fa. La condanna è di 1 anno e due mesi di reclusione e 1.500 euro di multa; il giudice ha accordato la sospensione condizionale della pena subordinata al risarcimento del danno (compreso quello morale di 2 mila euro a vittima) entro 6 mesi. Durante l’udienza di condanna era presente una decina di altre persone, anche se sembra che la lista di vittime sia più lunga. Tutti clienti che si ritengono imbrogliati allo stesso modo.

La truffa degli infissi fantasma. Si fa dare gli acconti e sparisce


Il caso discusso a processo, su cui aveva indagato il pm Cristina Bacer e che è culminato con la condanna, riguardava un pensionato di 73 anni e un operaio di 45, difesi dallo studio legale Alunni Barbarossa: dopo il preventivo avevano versato alla ditta acconti di 14 mila e 10 mila 800 euro. Ma alla fine sono rimasti entrambi con un pugno di mosche in mano. Dopo mesi di solleciti e telefonate irritate (è un eufemismo), di finestre e tapparelle nemmeno l’ombra. Ma intanto gli anticipi erano stati incassati dal commerciante. Soldi mai restituiti. E che, per inciso, ricoprivano gran parte della somma stabilita: Argenti prometteva così di ordinare i materiali e iniziare subito i lavori. Ma poi non si presentava agli appuntamenti. Come si giustificava? Con le scuse più varie. Intoppi, improvvise malattie.

Nutrito l’elenco degli altri clienti che chiedono giustizia. C’è ad esempio il 63enne Claudio. «Un anno fa dovevo rifare porte e finestre - spiega - il preventivo era di 3.200 euro. Per avere più sconto, Argenti mi aveva proposto di pagare tutto subito». La loro vicenda è sulla scrivania di un avvocato. Ecco Patrizia, 63 anni: «Nel 2017 ho pagato 30 mila euro per un grosso lavoro di ristrutturazione. Parte è stato fatto, anche se in modo raffazzonato, il resto lo ha finito un operaio mio conoscente. La bio pergola, per cui ho speso 10 mila euro, invece non l’ho mai vista. Argenti mi ha restituito solo 5 mila».

Lo schema si ripete. Il 56enne Fulvio doveva farsi installare un portone per un box auto da 1.600 euro. Mauro e Sabrina avevano commissionato alla ditta di Argenti, per 13 mila euro, la sostituzione di porte, finestre e del portone del garage. «Abbiamo dato un acconto di 11 mila euro, Argenti ci ha sventrato la casa e ha lasciato i lavori a metà». Anche Ondina doveva ristrutturare i serramenti per 6.800 euro. Ma niente. Sparito tutto. Vicende che presto si materializzeranno in denunce e processi. —
 

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