Truffa del bancomat, pensionato derubato a Trieste

TRIESTE Anziani ancora nel mirino dei truffatori. Ennesimo caso a Trieste, nella centralissima via San Nicolò, dove un pensionato è stato raggirato e derubato da uno sconosciuto che lo ha convinto che il suo bancomat fosse stato «clonato». Una truffa che è costata alla vittima non meno di 1.500 euro. Ora sull’accaduto indaga la polizia di Stato.
L’episodio è avvenuto lunedì mattina. La vittima, un pensionato triestino, stava per effettuare un prelievo a uno sportello del bancomat. L’anziano era pronto a utilizzare la tessera quando ha visto avvicinarsi un uomo, mai visto prima, che lo ha fermato prima di effettuare il prelievo. Con un tono evidentemente molto convincente ha messo in guardia il pensionato evocando il pericolo di una possibile clonazione del bancomat. Era solo uno stratagemma, però, per farsi consegnare la tessera e provvedere lui stesso a effettuare il prelievo. Anzi, un doppio prelievo per un totale di 1.500 euro. L’anziano, evidentemente confuso e preoccupato per il presunto rischio clonazione di cui gli aveva parlato il solerte interlocutore, non si è reso conto, almeno in un primo momento, che l’uomo aveva intascato i contanti, lasciandogli la tessera bancomat. Lo sconosciuto a quel punto si è allontanato con nonchalance, scomparendo tra le vie del centro cittadino. Pochi minuti dopo il pensionato si è reso conto di essere stato raggirato, ma ormai era troppo tardi. Non gli è rimasto altro che recarsi in Questura per denunciare l’episodio.
Tutt’altro che superfluo, a questo punto, ribadire i consigli per evitare questo tipo di disavventure. Anzitutto non fidarsi quando ci si appresta a effettuare un prelievo allo sportello e si viene avvicinati da sconosciuti. Non avere timore, nel dubbio, di rivolgersi subito alle forze dell’ordine. In questo caso, inoltre, sarebbe stato opportuno recarsi all’interno dell’istituto bancario e interpellare il personale in servizio.
Quando si effettua un accesso agli sportelli bancomat è inoltre sempre opportuno verificare la fessura dove viene inserita la carta. Propri lì i malintenzionati possono nascondere lo “skimmer”: una tastiera numerica, del tutto simile all’originale, che può essere sovrapposta per acquisire il codice pin. Il codice può essere sottratto anche attraverso microtelecamere nascoste in punti strategici del bancomat.
Sempre gli uomini della Questura hanno denunciato un 29enne romeno, N.C., per aver violato il divieto di ritornare nel comune di Trieste, emesso e notificato nel dicembre 2017. È stato notato mentre bivaccava con la moglie nei pressi di una pensilina all’interno del Punto Franco Vecchio. I due sono stati identificati da personale del Reparto prevenzione crimine di Padova, che sta coadiuvando i colleghi della Questura triestina nel controllo del territorio. —
P.T.
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