Tutta la magia dei presepi in mostra alla sala Dora Bassi

Una trentina di presepi dal fascino tutto artigianale saranno visitabili da questa mattina in sala Dora Bassi. Alle 11 aprirà infatti la mostra allestita con la collaborazione di diverse realtà cittadine, tra cui principalmente i frati Cappuccini, ma anche gli scout del gruppo Agesci Go 1 (sezione Lupetti), l’associazione Ethnos e alcune maestre merlettaie, con il coordinamento dell’assessorato alle Attività produttive guidato da Roberto Sartori.
Ma anche l’atrio del Municipio risplende di luce natalizia da venerdì, quando il sindaco Rodolfo Ziberna con gli assessori Silvana Romano, Roberto Sartori e Chiara Gatta, ha scoperto il presepe e acceso l’albero. La riproduzione della natività allestita quest’anno in municipio porta la firma di fra Oreste Franzetti, uno dei religiosi che vive nel vicino convento del Cappuccini. Il presepe ricostruisce piazza Sant’Antonio in circa 2 metri e 20 di larghezza per quasi un metro di altezza. Per una ricostruzione più fedele possibile del chiostro, fra Oreste si è servito di accurate misurazioni e fotografie, sulla base delle quali ha poi riprodotto l’architettura della piazza, comprese la nicchia con all’interno la statua del santo di Padova e le campane della cappella a lui dedicata, nonché il basamento ottagonale in pietra che campeggia al centro della piazza, su cui poggia la natività.
Il sindaco Ziberna ha ringraziato fra Oreste per aver concesso l’esposizione del suo presepe in municipio e di una decina di altre natività al centro della mostra in sala Dora Bassi che servirà, tra l’altro, a finanziare delle missioni in Angola. «Fin in da piccolo, quando arrivava il Natale, ero entusiasta di aiutare mio padre nella realizzazione delle piccole scenografie per il presepe di casa. Quando è maturata in me la vocazione francescana ho conosciuto l’arte di costruire i presepi per le nostre chiese - commenta fra Oreste - Ricordo i miei maestri, fra Leopodo a Thiene, padre Massimiliano a Lendinara, padre Virgilio a Bassano del Grappa e tanti altri. Da loro ho imparato i trucchi del mestiere, il senso artistico, ma, soprattutto, ho capito che il presepe è una preghiera fatta con le mani, che si pronuncia con lo sguardo stupito e meravigliato di chi vede Dio nato in una casa». –
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