Un assessore in più e poche quote rosa proprio come Cisint È subito polemica
GRADISCA. L’incremento del numero di assessori (da quattro a cinque) senza avere prima provveduto alla modifica dello Statuto comunale e il mancato coinvolgimento di tutte le forze politiche presenti in Consiglio. Inizia subito con uno scontro l’avventura-bis di Linda Tomasinsig alla guida di Gradisca d’Isonzo. A criticare la rieletta prima cittadina è Claudio Verdimonti, leader dei Cittadini e candidato sindaco, che non ha gradito le modalità di varo della squadra di governo di palazzo Torriani. «Con disappunto ho appreso la notizia che il sindaco ha tenuto mercoledì, nella sala consiliare, la presentazione della nuova giunta a un ristretto, ed evidentemente selezionato, gruppo di persone senza ritenere opportuno coinvolgere anche i consiglieri comunali – la sua premessa –. Colgo in tale comportamento una notevole mancanza di sensibilità istituzionale e l’uso di una struttura pubblica a fini personali (l’incontro era dedicato alla stampa ma con pubblico invitato, ndr). Al di là della forma, veniamo alla sostanza – attacca Verdimonti – Il sindaco, avvalendosi di una norma regionale introdotta lo scorso anno, ha provveduto a portare da 4 a 5 gli assessori, senza prima cambiare lo Statuto comunale, che ne prevede 4. Eppure lo scorso mandato ha operato con soli 4 assessori, dei quali ben 3 sono stati riconfermati. Ma in questi ultimi tempi – ironizza Verdimonti – a Gradisca non si sono verificate particolari esigenze o eventi da giustificare il potenziamento della squadra di governo per amministrare la città. Evidentemente la scelta è puramente politica e attiene al senso di gratitudine. Ciò fa pensare che il Manuale Cencelli sia tuttora in uso».
Ai nostri taccuini la prima cittadina aveva affermato che la modifica dello Statuto «è un’eventualità da prendere in considerazione» spiegando come la legge regionale renda legittima l’integrazione dei posti in giunta, e senza superare il plafond di spesa pubblica di un assetto “a 4”. Al tempo stesso la proporzione di quote rosa (4 uomini e 2 donne, sindaco inclusa) “abbassa” al 33% la rappresentanza femminile al 33%: dovrebbe essere del 40%, ma esistono disposizioniche consentono il rapporto di rappresentanza deciso da Tomasinsig e – incredibile dictu – da una collega che sta sul fronte opposto: la prima cittadina di Monfalcone Anna Cisint venne aspramente criticata dal centrosinistra per lo stesso motivo, salvo vedere definito legittimo il proprio provvedimento dal Prefetto di Gorizia. Una situazione che si ripete, questa volta sponda centrosinistra, nella giunta di Gradisca anche con il quinto assessore. —
L. M.
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