Un bosco dedicato alle vittime del Covid

/SAN CANZIAN
Anche San Canzian d’Isonzo avrà il suo “bosco della memoria”, un luogo verde con cui ricordare le vittime del Covid-19. Al momento sono 20, stando agli ultimi dati resi noti dalla Protezione civile regionale. L’area dev’essere individuata, ma, riferisce il sindaco Claudio Fratta, potrebbe trattarsi di quella compresa tra via delle Batterie, via San Canzian e via Marco Polo, in una zona tutto sommato baricentrica tra i nuclei abitati di San Canzian, Pieris e Begliano. È questa la forma con cui l’amministrazione e il Consiglio giovedì sera hanno deciso di lasciare un segno di quanto accaduto, accogliendo all’unanimità la mozione, presentata all’inizio di marzo, dal consigliere di minoranza Roberto Rossi, che chiedeva al sindaco e alla giunta di studiare un monumento dedicato al ricordo delle vittime, «individuando un luogo che però funga anche da monito e faccia tenere alta la guardia». L’amministrazione ha guardato all’esempio di Bergamo, dove il 18 marzo, nella prima Giornata nazionale per le vittime del Covid, è stato inaugurato, alla presenza del presidente del Consiglio Mario Draghi, il “bosco della memoria” con la messa a dimora delle prime 100 piante. «Credo che anche per noi un’iniziativa del genere possa avere la forza di ricordarci chi non c’è più attraverso la vita, un monumento che respira e lancia un segnale di speranza», ha spiegato in aula giovedì il vicesindaco e assessore all’Ambiente Andrea Alessio. L’obiettivo è individuare l’area e provvedere alla sua sistemazione entro il 18 marzo 2022. «L’intenzione è quindi quella di piantare un numero sufficiente di piante, scegliendo delle specie – spiega il sindaco Fratta – che aiutino il respiro per la loro capacità di assorbimento dell’anidride carbonica o perché producono pollini a basso potere allergenico».
Tra le prime ci sono piante che fanno già parte degli ecosistemi locali, come l’olmo, il bagolaro, l’ontano o dei contesti urbani del territorio, come il tiglio. «La mozione presentata dal consigliere Rossi ha risposto in ogni caso a un’esigenza reale, sentita», aggiunge il sindaco di un comune di 6.100 abitanti che, al momento, ha pagato la pandemia con 20 vittime, poco meno della metà di quelle subite da Monfalcone, che di residenti ne ha però quasi 29 mila. La mozione è stata non a caso approvata all’unanimità, maggioranza e minoranza compatte. Al Consiglio il sindaco, sollecitato sul tema, ha inoltre comunicato come l’amministrazione locale stia lavorando con Asugi per attivare in una struttura di proprietà comunale un centro di vaccinazione anti Covid, nel momento in cui potranno essere impiegati nell’attività i medici di medicina generale. L’amministrazione ha già confermato la disponibilità di volontari della Protezione civile a supporto del servizio.—
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