Un escursionista goriziano tratto in salvo nel Tarvisiano

Un escursionista goriziano è stato soccorso martedì sera nel Tarvisiano. Si tratta di un cinquantenne, F.F., che ha chiesto aiuto nel tardo pomeriggio mentre si trovava a percorrere il sentiero attrezzato Re di Sassonia. L’itinerario nel sottogruppo di Riobianco delle Alpi Giulie si sviluppa per circa due ore abbondanti su una serie di cenge, settori rocciosi, canaloni, letti di torrenti, erti ghiaioni e piacevoli zone boschive. È considerato per certi versi impegnativo e per persone esperte e, da quanto è stato possibile ricostruire, F.F, anche se si trovava da solo ed era partito tardi per la sua escursione, era esperto e bene attrezzato. Proprio questa sua esperienza ha consentito di risolvere la vicenda con un lieto fine ed evitare tragedie.
L’allarme è scattato intorno alle 17. Dopo essere stato investito da un violento temporale ed esser scivolato per alcuni metri, stanco e provato l’uomo, anziché cercare di risolvere il problema da solo, ha chiesto aiuto. Nonostante la scarsa copertura telefonica, è riuscito ad agganciare la rete per chiamare il Nue112. Dalla stazione di Cave del Predil del Soccorso Alpino e Speleologico e dalla caserma della Guardia di Finanza di Sella Nevea si sono quindi mosse tre squadre di soccorritori, una ventina di uomini in tutto. I soccorritori non avevano però avuto la possibilità di individuare con precisione il punto in cui l’escursionista si trovava perché, nonostante F.F. fosse riuscito a lanciare la richiesta di soccorso, con la scarsa copertura da parte delle celle telefoniche e il peggioramento delle condizioni meteorologiche, non è stato possibile eseguire la geolocalizzazione del suo telefono.
I soccorritori si sono dunque suddivisi in tre squadre per battere palmo a palmo i diversi sentieri che danno accesso all’itinerario in quota: da Malga Grantagar, dal sentiero di Cima Pesce e dal Rifugio Brunner. L’uomo è stato infine individuato e raggiunto ad una quota di 1.500 metri. Era infreddolito, ma si trovava in buona salute ed era riuscito a rientrare sul sentiero da solo. Non ha però, correttamente, tentato di tornare indietro in maniera autonoma. Proprio questo particolare ha fatto la differenza. Con l’arrivo del buio, avrebbe rischiato di perdere il sentiero o, peggio, avrebbe potuto scivolare nuovamente fuori dal tracciato.
I soccorritori hanno potuto invece trovarlo e dopo averlo assistito e assicurato con una corda corta, secondo il metodo delle guide denominato “di conserva”, lo hanno condotto a valle. Le operazioni si sono concluse intorno alle 22 e a quel punto il cinquantenne ha potuto fare ritorno direttamente a Gorizia. —
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