Un park solo per le “due ruote” dietro alla Sala Tripcovich

Una variante per completare il rifacimento di piazza Libertà, il grande spazio urbano davanti alla Stazione centrale al centro di un programma di riqualificazione che ha atteso quasi quindici anni prima di andare in onda.
Quattro i punti principali elencati nella relazione firmata dai professionisti della bolzanina Baubüro, dagli architetti triestini Paolo Zelco, Luciano Lazzari, Fabio Zlatich. Riflettori accesi sull’isolato di Sala Tripcovich, sul sottopasso davanti a Centrale, sulle segnalazioni tattilo-plantari a uso dei non vedenti, su una serie di modifiche logistico-strutturali (isole spartitraffico, fermate bus, quadri elettrici al servizio di semafori e illuminazione). Secondo i progettisti, la modifica più evidente e probabilmente di maggiore interesse per i fruitori della piazza è la creazione di un vasto parcheggio per moto tra la Tripcovich e il muro perimetrale del Porto vecchio. A giudizio dei professionisti, il parking per le “due ruote” non interviene sui flussi di traffico ma consente di limitare la perdita di stalli in seguito all’eliminazione dei posti davanti all’ex Silos, dove si concentreranno le fermate di Trieste Trasporti. A facilitare la realizzazione del nuovo park, gradito alla platea dei pendolari che vanno/vengono in treno dalle altre località regionali, la mancata costruzione di una centralina dell’Arpa, inizialmente prevista in zona. Basterà la pittura stradale a marcare gli stalli, per cui i posti saranno facilmente modificabili «nell’eventualità di una futura risistemazione dell’area in occasione della demolizione della Sala Tripcovich».
L’altro aspetto rilevante della variante riguarda i sottopassi. Danneggiamenti e imbrattamenti creano spesa e disdoro: così progettisti, tecnici, manutentori si sono accordati su un prodotto ceramico «la cui finitura, oggetto di campionatura in cantiere, è simile alla pietra di Aurisina». Sarà così più facile contrattaccare gli spray di graffiti e scritte. —
Magr
Riproduzione riservata © Il Piccolo








