Una barca a vela a fuoco con a bordo un intossicato via alla mega esercitazione

Organizzata dalla Capitaneria ha coinvolto Vigili del fuoco, Sopres, Azienda sanitaria, Croce rossa, polizia locale, Protezione civile e ormeggiatori: 50 unità 
Bonaventura Monfalcone-14.06.2019 Esercitazione-Lega Navale-Ronchi dei Legionari-foto di Katia Bonaventura
Bonaventura Monfalcone-14.06.2019 Esercitazione-Lega Navale-Ronchi dei Legionari-foto di Katia Bonaventura

L’allarme è scattato ieri alle 9. 05, quando alla centrale operativa della Capitaneria di porto di Monfalcone è arrivata una chiamata di soccorso da una barca a vela di 12 metri per un incendio scoppiato a bordo. Uno degli occupanti era finito in acqua, nel bacino di Panzano, e l’altro era appena cosciente a bordo, intossicato dai fumi provocati dal rogo. I soccorsi sono scattati immediati e hanno coinvolto una cinquantina di operatori specializzati, che hanno dovuto coordinarsi tra di loro, sotto la regia della Capitaneria di porto.

Un quadro delle operazioni del tutto realistico e molto complesso quello che forze del settore dell’emergenza e dell’ordine hanno quindi dovuto affrontare ieri in occasione dell’esercitazione semestrale antincendio organizzata dalla Capitaneria di porto e che coinvolge l’ambito portuale, ma non solo. Dopo aver ricevuto la chiamata di aiuto, la Guardia costiera ha attivato una rete formata, oltre che dal suo personale e dai suoi mezzi, anche dai Vigili del fuoco del comando provinciale di Gorizia e di Monfalcone, dal Sores e dall’Azienda sanitaria, dagli Operatori polivalenti salvataggio in acqua della Croce rossa italiana, dalla Protezione civile cittadina e regionale, comando della Polizia locale e servizi ambientali del Comune, Ormeggiatori del porto, per un totale appunto di una cinquantina di addetti coinvolti.

Tutti confluiti nella sede monfalconese della Lega navale italiana di via dell’Agraria, utilizzata come base operativa dei soccorsi e punto di approdo più vicino per lo sbarco dei feriti. «Dal momento della chiamata a quello del recupero del disperso in mare, impersonato da un operatore Opsa, e al suo affidamento al personale del Sores è trascorsa mezz’ora», ha spiegato ieri al termine delle operazioni il capitano di corvetta Paolo Margadonna, capo servizio operazioni della Capitaneria di porto di Monfalcone. Complessa e imponente, la macchina dei soccorsi ha visto impegnati due mezzi della Capitaneria e quelli dei Vigili del fuoco per lo spegnimento dell’incendio scoppiato a bordo (simulato con dei fumogeni).

Coinvolti anche i soccorritori Opsa e a terra il Sores, presente con due autoambulanze, e il personale dell’Azienda sanitaria (con il responsabile del Soccorso territoriale Gianpaolo Martinelli), oltre che il personale addetto al coordinamento dalle sale operative. Gli ormeggiatori sono intervenuti poi non solo per trainare alla banchina l’imbarcazione incidentata, ma anche spostare delle imbarcazioni per le quali il natante avrebbe potuto rappresentare un rischio, visto l’incendio. La Protezione civile è quindi intervenuta con imbarcazione e uomini per delimitare lo specchio d’acqua attorno alla barca a vela con delle panne per evitare la dispersione di eventuali inquinanti. —

La. Bl.

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