Una card a punti per gli acquisti della solidarietà

Al via l’Emporio di Caritas e Fondazione CRTrieste Rivolto a persone in difficoltà, sorgerà in via Chiadino
Di Ivana Gherbaz
Lasorte Trieste 10/05/12 - Via Chiadino 2, Presentazione Emporio della Solidarietà
Lasorte Trieste 10/05/12 - Via Chiadino 2, Presentazione Emporio della Solidarietà

Non è il classico supermercato ma un “Emporio della solidarietà” dove si potranno acquistare beni di prima necessità come pasta, olio, latte, caffè, zucchero e anche prodotti per l'igiene per adulti e bambini, grazie a una card a punti che verrà caricata sulla base del reddito e dei componenti del nucleo familiare.

La differenza con la grande distribuzione sta proprio nella parola solidarietà. Si tratta infatti di un progetto della Caritas diocesana di Trieste, già sperimentato in altre città, e della Fondazione CRTrieste teso ad aiutare persone e nuclei familiari italiani o stranieri che attraversino un periodo di difficoltà economiche e di disagio sociale. Negli spazi dell'ex teatro della parrocchia Beata Vergine delle Grazie di via Chiadino, su di una superficie di 350 metri quadrati, entro la fine dell'anno si potranno fare i primi acquisti dei prodotti provenienti da donazioni, anche di privati, o da raccolte alimentari.

Sono sempre più numerose famiglie e persone che non riescono ad arrivare a fine mese. Un problema che riguarda una fascia di popolazione in continuo aumento, tanto da essere battezzata con il nome di “working poors” (lavoratori poveri). Avere un lavoro infatti ormai non sempre è sufficiente a raggiungere un livello di vita dignitoso. E accanto a queste persone ci sono quelle che invece il lavoro l’hanno perduto.

L'intento della Caritas però non è fare dell'assistenzialismo, ma piuttosto realizzare un percorso mirato per evitare le spese superflue e riuscire a ottimizzare gli acquisti sulla base delle proprie possibilità. Una sorta di educazione a evitare sprechi e spese inutili, soprattutto quando le risorse sono poche. Ad ogni nucleo familiare coinvolto nel progetto quindi corrisponderà un percorso che non potrà superare i sei mesi, tempo necessario per riuscire a raggiungere una maggiore autonomia nella gestione delle proprie risorse.

Per poter aver accesso ai prodotti verrà fornita una card, che funzionerà come una carta di credito a scalare, con un numero di punti che varieranno a seconda del numero dei componenti del nucleo familiare e dal reddito. Il prezzo dei beni sul mercato verrà quindi trasformato in punti, si ipotizza un massimo di circa 300 punti al mese, da consumare nell'arco di una settimana con un sistema di ricarica automatica per il periodo di durata del progetto personalizzato.

Per poter accedere al servizio, nella fase iniziale, sarà necessario contattare il Centro di ascolto diocesano, mentre in seguito saranno messe in rete le Caritas parrocchiali e le Unità operative territoriali del Servizio sociale del Comune di Trieste e dell'ambito di Muggia e San Dorligo della Valle-Dolina. «L'iniziativa rappresenta una straordinaria sinergia tra istituzioni – ha spiegato il vescovo Giampaolo Crepaldi – che ora produce i suoi frutti». Non un supermercato dei poveri, ha detto Marco Aliotta responsabile dell'Osservatorio povertà della Caritas triestina, «ma una sfida educativa che punta anche alla lotta contro gli sprechi per sensibilizzare la cittadinanza sulla povertà alimentare». Nel primo supermercato solidale di Trieste saranno impiegate persone provenienti dall'area dello svantaggio, ha detto l'assessore comunale Laura Famulari.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

Riproduzione riservata © Il Piccolo