Una vetrina ricorda i caduti cormonesi con la divisa austriaca
CORMONS
L’11 novembre 1918, con la firma dell’armistizio tra i Paesi che formavano l’Intesa, tra cui l’Italia, e la Germania, finiva la Prima guerra mondiale. Un conflitto che ha causato milioni di morti, di cui 650mila appartenenti all’Esercito italiano. Ma ci sono anche i soldati friulani d’Austria e del Litorale di nazionalità italiana che morirono indossando la divisa austroungarica e che per molti decenni sono stati dimenticati e solo recentemente viene ricordato anche il loro sacrificio. Monumenti cominciano a sorgere in varia paesi che appartennero al vecchio Impero, l’ultimo a Grado.
Sono 250 i cormonesi al momento accertati (ma il numero potrebbe salire) che, partiti per i fronti di Serbia, Galizia, Carpazi, Trentino, Isonzo e Piave non hanno fatto più ritorno a Cormons. Dietro i loro nomi c’è una storia, ci sono sogni e progetti spezzati, vuoti incolmabili nelle loro famiglie. Queste ultime hanno dovuto attendere anni e anni per conoscere la sorte dei loro cari e per molti, dispersi, non si conosce la data della morte e il luogo della sepoltura. La Società Cormonese Austria ha voluto ricordare queste vittime e alla loro memoria ha dedicata la vetrina della sede di via Matteotti, con tutti i loro nomi, alcune fotografie e i cimiteri dove riposano.
Dal lungo elenco si scopre che il primo deceduto è Mario Zoff, inquadrato nel 97.mo Reggimento, morto tre giorni dopo la dichiarazione di guerra, il 31 luglio 1914 in un caserma di Trieste. Alcuni morirono nella battaglia della fortezza di Przemysl dell’ottobre 1914 e sepolti nel cimitero di quella località come Romeo Blasig, Pietro Maghet, Giovanni Perissut, Giuseppe Sgubin, Mattia Soric e Luigi Tinonin. Tra gli ultimi morti sul campo di battaglia fu Michele Ferdinando Avian, classe 1884, caduto il 3 luglio 1918 sul monte Harbostal in Trentino colpito da una granata italiana di gas asfissiante, sepolto sul monte stesso a 1670 metri di quota.
Non pochi cormonesi morirono invece in prigionia. —
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