Una villa del Seicento in largo Panfili per il set di Tornatore

Chissà cosa avrà pensato quel distinto pensionato che, passando per via Galatti e volgendo lo sguardo verso largo Panfili, si è trovato improvvisamente di fronte l’ingresso di una villa del Seicento con tanto di muro di cinta. E con lui molte altre persone che ogni giorno percorrono le strade del Borgo Teresiano. Per carità, non si tratta di strane pianificazioni edilizie e nemmeno degli effetti di un bicchierino di troppo. Semplicemente ci troviamo sul set dell’ultimo film di Giuseppe Tornatore, intitolato “The best offer”, le cui riprese da un paio di settimane sono sbarcate a Trieste.
La singolare “location” ha stimolato la curiosità di molti passanti, spingendoli a chiedere lumi agli addetti ai lavori. Tra i curiosi anche gli studenti della succursale del Carducci di via Corsi che, da un giorno all’altro, hanno visto spuntare alle spalle della loro scuola uno strano scorcio cittadino. La produzione del film ha infatti letteralmente ricostruito nel bel mezzo di largo Panfili, di fronte alla chiesa evangelico luterana, la parte esterna di una villa, alzando un muro di cinta lungo una ventina di metri per un’altezza di tre, con tanto di marciapiede rialzato. Il tutto realizzato con un’anima in legno e un rivestimento di polistirolo e vetro resina, per un “effetto pietra” davvero efficace. Nel mezzo, il portone d’ingresso solo apparentemente in ferro battuto, ma in realtà riprodotto con gli stessi materiali, sul quale campeggia un ipotetico numero civico 21. Dietro, un pannello colorato sul quale sarà proiettata l’immagine dell’edificio realmente esistente, vale a dire Villa Mainardi di Camino al Tagliamento, alle porte di Codroipo, dove tra qualche giorno si sposteranno le riprese. Accanto, una finta impalcatura ricopre la facciata dell’ufficio delle Dogane.
Tornatore, che ha un feeling consolidato con Trieste, ha voluto inserire questo scorcio cittadino nel suo film, dopo averlo cercato invano per mezza Europa, tanto che, sul lato opposto, in via Galatti, un vecchio garage è stato trasformato in un bar dalle atmosfere mitteleuropee, per realizzare il quale è stata addirittura tagliata una parte del muro esterno che sarà poi ripristinata a fine riprese. Per l’arredamento del locale, i tecnici si sono avvalsi della collaborazione del negozio di antiquariato “Rigatteria” di via Malcanton, dove sono state prese a noleggio sedie e tavolini in stile liberty, quadri e stampe d’epoca, e nel cui interno, come spiega il titolare Claudio Di Pinto, molto probabilmente sarà girata una scena del film, che ha tra i protagonisti il premio Oscar australiano Geoffrey Rush e un’altra icona di Hollywood come Donald Sutherland. Successivamente, ad ospitare il set triestino di Tornatore, saranno gli interni del Teatro Verdi e della Camera di Commercio, entrambi trasformati in sale d’aste.
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