Unità della Sesta Flotta Usa per il B-24

GRADO. Fra il 3 agosto e il 28 settembre prossimi un’unità del Comando della Marina della Sesta Flotta Usa entrerà nel porto di Monfalcone per fare da base logistica alle operazioni di recupero dei resti dagli aviatori americani precipitati con il loro bombardiere B-24 al largo di Grado il 28 febbraio di settant’anni fa. Il relitto dell’apparecchio, noto da molti anni ma identificato grazie alle ricerche di Freddy Furlan solo la primavera scorsa dai sub della Protezione civile di Grado - che hanno scoperto i primi resti umani e il timone di coda dell'aereo con il numero di matricola del bombardiere - dovrebbe contenere ancora le salme del pilota Howard Hanson, dei navigatori Clarence Dragoo e Richard Horwitz, dell’operatore radio Lawrence Nally, del suo aiuto Thomas McGraw e del motorista Lawrence Brady.
La nave della Marina Usa attesa a Monfalcone in agosto sarà munita di «piattaforma per immersioni, camera di decompressione, sommozzatori e ogni attrezzatura necessaria». L’annuncio dell’arrivo dell’unità della Sesta Flotta per le operazioni di recupero sul B-24 è contenuto in una lettera inviata dall’addetto alla Difesa dell’Ambasciata degli Stati Uniti a Roma, il capitano di vascello Anthony J. Parisi, al sindaco di Grado Edoardo Maricchio. Nella lettera l’attaché dell’ambasciata riporta la richiesta di intervento da parte della Defense Pow/Mia Accounting Agency (Dpaa), l’ente incaricato di recuperare in ogni parte del mondo i resti dei militari americani morti in tutte le guerre e/o di scoprire la sorte di prigionieri di cui non si è mai saputo più nulla. Nella lettera viene anche chiesta l’eventuale «supporto della Protezione civile di Grado per la sicurezza e per eventuali esigenze di attrezzature di immersione ed altre risorse». Proprio la Protezione Civile di Grado, di cui è responsabile Giuliano Felluga, da tempo si sta adoperando per la salvaguardia del relitto in fondo al mare. Sempre nella lettera l’addetto per la Difesa chiede al sindaco di Grado un incontro fra tutte le parti interessate in una data da stabilire fra il 27 e il 30 aprile.
Intanto negli Stati Uniti la notizia che le operazioni per il recupero dei resti degli aviatori sta per entrare nel vivo ha messo in fibrillazione le varie associazioni e i forum on line che riuniscono reduci e parenti dei militari deceduti durante la Seconda Guerra Mondiale. «Sono felice di vedere quanto si sta facendo per riportare questi uomini a casa - dice Jessica Pohlman, nipote del pilota Howard Hanson - mio nonno è stato ucciso dai nazisti e mai trovato; avrei solo tanto voluto che mia nonna, la più anziana delle sorelle di Howard, fosse rimasta ancora in vita per vedere suo fratello finalmente riportato a casa e sepolto con tutti gli onori militari».
Recentemente proprio i parenti dell'equipaggio del bombardiere B-24 del 449th Bomb Group pilotato da Howard Hanson e precipitato il 28 febbraio 1945, hanno avviato una petizione al governo degli Stati Uniti perché recuperi dal fondo del mare i resti degli uomini “missing in action”, e al governo italiano perché tuteli quanto rimane del relitto dell'apparecchio.
Stessa mobilitazione anche da parte delle associazioni e dei parenti dell’altro B-24, sempre del 449th Bomb Group, pilotato da Ben Kendall e precipitato sull'isola di Morgo un anno prima, il 30 gennaio 1944, e ora sepolto sotto metri di fango.
Anche qui dopo un primo sopralluogo effettuato nel 2009, nel 2013 i lavori di scavo hanno riportato alla luce alcuni resti appartenenti agli uomini rimasti intrappolati nell’apparecchio: Harry McGuire, Pershing Hill, Given Grooms, Gerald Herrington, Harold Thompson, Nick Gavalas e William Jones (l’identificazione avverrà tramite analisi del Dna). Ma per ora gli sforzi si concentrano sull’aereo in fondo al mare.
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