Università, per il nuovo rettore ballottaggio tra Fermeglia e Rega

All’ora in cui sono usciti i risultati del voto per il nuovo rettore dell’università forse dormivano sfiniti anche i candidati, ancora ignari del proprio destino. Solo alle 2 meno un quarto (poco mancava all’alba) la commissione di piazzale Europa ha aperto le serrate porte e fatto uscire il verdetto. Ed è ballottaggio, come si poteva prevedere. In testa l’ingegnere chimico Maurizio Fermeglia con 292 voti, pari al 43%. Seconda posizione per Lorenza Rega, la docente di lingue moderne e delegata dell’ex rettore Peroni, staccata di 100 punti con 193 preferenze, il 28%. Torneranno a misurarsi col corpo universitario il 6 giugno, seconda “chiama”. Esclusi restano, nell’ordine, lo storico Guido Abbattista, 129 voti corrispondenti al 19% del totale, e Giuseppe Battelli, il docente già preside a Scienze della formazione, che si è fermato a 67 voti, il 10%. Il quorum per venire eletti al primo turno era di 483 voti, dunque i quattro sono rimasti tutti molto al di sotto.
I candidati a guidare l’ateneo per i prossimi 6 anni, e dunque fino al 2019, che è un bel pezzo di strada, hanno frammentato il voto, polarizzato schieramenti precisi, interessato ciascuno una porzione di ateneo. L’affluenza molto alta, superiore al 70% (ma già alle 17 era stata di oltre il 65%) ha fatto il paio con la trascurabile entità delle schede bianche (solo 18) e delle nulle (24) frutto di errore tecnico. Su 1571 aventi diritto al voto si sono recati nei tre seggi in 1109 tra docenti, ricercatori, rappresentanti degli studenti, tecnici e amministrativi.
La campagna elettorale fin qui era stata scandita da precisi appuntamenti di tutti e quattro in ogni dipartimento, ma adesso il tempo per rilanciarsi al voto finale sarà più breve, e bisognerà vedere dove confluiranno (o saranno dirottati) i voti di Abbattista e di Battelli.
Felice intanto Lorenza Rega, la seconda nella coppia di testa, e anche la prima donna candidata dopo Silva Monti negli anni Novanta (che fu battuta da Lucio Delcaro): «Sono soddisfatta dell’appoggio di tutti. Chiaramente, non mi ero presentata senza appoggi. Ma ho sentito calore nel sostenere la mia candidatura, e anche coraggio». Rega, si dice, rappresenta la continuità con il lungo rettorato di Francesco Peroni, ma lei si ribella subito e parecchio: «Per favore. Io sono io. E, anche come donna, ho delle idee diverse. Ho intenzione di cambiare squadra, di dare altri indirizzi, di fare cambiamenti al vertice, nel personale. Servono più “sprint” e più competenze. Farò subito molto per i giovani. Sento tanta stanchezza in giro: tutti vogliono un cambiamento, tutti crediamo molto in questa università, e io voglio ricreare anche un senso di collaborazione e di identità che qui è andato perduto».
E le differenze con il competitore diretto Maurizio Fermeglia sono poi così grandi? «Ci sono - risponde Rega -, io ho molto presente che qui abbiamo 10 dipartimenti, con un patrimonio di conoscenze davvero unico, da preservare anche con soluzioni creative, collaborando con Udine e con la Sissa non “per mantenersi”, ma per crescere. Io intendo, in ogni modo, preservare tutti i corsi di laurea che ci sono. Tutto questo lo vedo meno in Fermeglia».
E così la campagna elettorale è ripartita all’istante.
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