Uti Collio-Alto Isonzo ai blocchi di partenza Da designare il presidente

Oggi riunione dei 12 Comuni che hanno sottoscritto lo statuto per prepararsi all’attesa assemblea. Romoli in pole
Di Francesco Fain

L’Uti Collio-Alto Isonzo è ai blocchi di partenza. Oggi, i sindaci dei 12 Comuni che hanno sottoscritto lo statuto (Capriva del Friuli, Cormòns, Farra d’Isonzo, Gorizia, Gradisca d’Isonzo, Mariano del Friuli, Medea, Moraro, Mossa, Romans d’Isonzo, San Lorenzo Isontino e Villesse) si ritroveranno a San Lorenzo Isontino per “preparare” l’attesissima assemblea e decidere in via definitiva le funzioni che saranno trasferite all’Unione territoriale intercomunale.

Al momento non faranno parte dell’Uti i Comuni di Savogna d’Isonzo, Dolegna del Collio e San Floriano del Collio che non hanno aderito allo statuto. Entro il 20 aprile, infatti, il sindaco del Comune più popoloso, in questo caso Gorizia, dovrà spedire la convocazione ufficiale per l’incontro, da svolgersi a termini di legge entro il 26: data entro la quale si dovrà eleggere il primo presidente dell’Uti. «Un’operazione - spiega il sindaco Ettore Romoli - che, di fatto, segnerà l’avvio di questa nuova istituzione che gestirà molti settori del territorio dell’Alto Isontino, “sottraendoli” ai singoli Comuni».

Non è difficile immaginare che presidente dell’Uti sarà Ettore Romoli in quanto sindaco del Comune di riferimento anche se il diretto, giustamente, non vuole nemmeno affrontare l’argomento che dovrà essere affrontato collegialmente.

Il passaggio delle prime funzioni avverrà entro il primo luglio e testerà la nuova macchina amministrativa che “ragionerà” non più in termini di confini comunali ma di ambito territoriale. Il personale dei settori interessati non saranno più suddivisi per Comune ma dipenderanno dall’Uti così come la loro attività che, come detto, si svolgerà su tutto l’ambito. Oggi, i sindaci decideranno quali funzioni potrebbero essere trasferite fin dall’inizio anche alla luce delle trattative ancora in corso con la Regione per rendere meno problematico possibile il delicato passaggio da un sistema all’altro. Sullo sfondo, l’articolo 30: le funzioni riguardanti servizi sociali, polizia municipale, attività produttive, catasto, protezione civile, statistica, presentazioni di progetti a finanziamento europeo dovranno essere esercitate, infatti, a decorrere dal primo luglio. Tempi ristretti, dunque. Nel 2017, invece, verranno “fuse” le funzioni riguardanti la gestione del personale e dei servizi tributari, la pianificazione territoriale comunale e edilizia privata, la pianificazione territoriale di livello sovracomunale. Dal 2018 verranno esercitate le restanti funzioni: l’Unione, a quel punto, sarà totalmente operativa e i Comuni, pur sopravvivendo, si vedranno spogliati dalla gran parte delle loro funzioni.

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