Vagoni vaganti da Mossa a Capriva per trenta chilometri, quattro indagati

CORMONS. Ci sono i primi indagati riguardo il caso dei vagoni vaganti e senza motrice che hanno fatto scattare l’allarme rosso l’altra mattina sulla linea ferroviaria Udine-Gorizia. È quanto trapela dalla Procura della Repubblica di Udine. Sarebbero almeno 4 ma non si conoscono i nomi. Probabile si tratti di personale addetto alla gestione del traffico merci alla stazione di Udine, ma sono solo illazioni. Non ci sono conferme al riguardo, l’inchiesta è alle prime battute. Le indagini sono in corso per ricostruire gli attimi antecedenti l’incidente che avrebbe potuto avere tragiche conseguenze sulla rete ferroviaria.
La pendenza media del sei per mille ha consentito ai carri (che trasportavano barre di acciaio) di raggiungere quasi Mossa e poi, per via di una pendenza contraria, sono tornati indietro fino a Capriva del Friuli dove si sono definitivamente fermati e dove poi sono stati agganciati da una motrice che li ha portati a Gorizia, dove sono stati posti i sigilli e dove personale della Scientifica ha fatto i primi rilievi.
I sei vagoni erano in gestione a Mercitalia Rail (è la controllata di Ferrovie che gestisce il servizio di trasporto merci e di logistica in Italia e in Europa) ed erano in sosta alla stazione di Udine in attesa di andare a formare un treno.
Il fascicolo aperta alla Procura della Repubblica di Udine configura l’ipotesi di reato di “Pericolo di disastro ferroviario”. La dinamica dell’episodio, a tutt’oggi, appare tutt’altro che chiara. E ci vorrà tempo per dare una risposta a tutte le domande che si sono già posti gli inquirenti (procede la Polizia ferroviaria di Udine, sotto la guida del responsabile Stefano Cadelli).
Che cosa si stava facendo in quell’area della stazione di Udine? Si stavano effettuando manovre appunto per spostare i vagoni? Oppure c’è stato un guasto, un distacco di qualche pezzo? Gli investigatori verificheranno anche l’eventuale presenza di telecamere, ma stando ai primi controlli non ce n’è di vicinissime al punto dell’incidente.
Non si può escludere, comunque, che ci possano essere immagini utili, gli accertamenti sono ancora in corso. —
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