Val Rosandra “aggredita” dal cantiere per la ferrovia slovena

Violata, come tutti convengono, nella parte bassa dove corre il torrente, la pregiata Val Rosandra sta per essere aggredita dall’alto, nel punto di tangenza con la Slovenia.
Ormai si muove, e decisamente in fretta, e proprio da quelle parti, il megaprogetto che fa parte della linea ferroviaria veloce comunemente nota come “Trieste-Divaccia” (prosecuzione a Nord-Est della contestatissima Tav in Val di Susa). La Slovenia, rallentata nel progetto maggiore per difficoltà procedurali interne, intanto si concentra attivamente sul raddoppio ferroviario Capodistria-Divaccia, altrettanto finanziato dalla Ue.
In questo senso potrebbero essere abbastanza fatti interni (a prescindere dalle conseguenze che ciò avrà per il porto di Trieste) se non fosse che un pezzo di questo tracciato non solo sfiora, ma tocca fisicamente con cantieri e modifiche sul terreno proprio la Val Rosandra, l’area nei pressi di Botazzo, partendo dalla cittadina di Beka, non distante da Erpelle-Cosina, i Comuni dove, quando c’erano i confini, si svolgeva la manifestazione “Confini aperti” con San Dorligo della Valle. E dove una volta correva l’antica ferrovia austro-ungarica.
Domani alle 19.30, nella cittadina di Gabrovica, si terrà la pubblica presentazione del progetto. Nello specifico saranno sottoposti alla obbligatoria valutazione pubblica due recenti modifiche introdotte: «Per il superamento della Val Rosandra, anziché i previsti terrapieni, è stata trovata una miglior soluzione, verranno costruiti dei ponti». La soluzione viene spiegata con la necessità indotta «dal quadro giuridico», «dalla tutela naturalistica».
Non è l’unica novità. Tra Beka e Val Rosandra esiste già una stradetta, nei progetti indicata come “T2a1”. Accanto a questa ne verrà aperta un’altra, temporanea e di collegamento, che assicuri l’accesso ai terreni interessati dai lavori, denominata “T-1c”. Una strada che evidentemente correrà sul ciglione della valle. Per alimentare il rinforzo della ferrovia tra Capodistria e Divaccia verrà anche realizzato, si dice, un nuovo elettrodotto.
Il procedimento autorizzativo è alle ultime battute. In sede di Piano regolatore nazionale e secondo le leggi della Slovenia, il periodo per completare l’iter di illustrazione dei piani, e il tempo delle osservazioni che i cittadini possono depositare, è compreso tra il 26 marzo e il 26 aprile. Sempre domani analoga presentazione si svolgerà a Lokev alle 17, per la parte di progetto che riguarda il tratto Sesana-Divaccia.
Entro la fine del mese dovrà essere completata la fase delle pubbliche illustrazioni, che coinvolgono i Comuni di Erpelle, Cosina, Sesana, Capodistria e, naturalmente, Divaccia, dove la stazione subirà un ampliamento. I risultati dovranno confluire al ministero delle Infrastrutture per la pianificazione territoriale e alla Direzione nazionale delle Ferrovie.
Il raddoppio della linea ferroviaria Capodistria-Divaccia sarebbe dovuto partire già nel 2010, ma è stato rallentato dai processi di alienazione dei terreni interessati, senza aver concluso i quali la Direzione nazionale per gli investimenti nelle infrastrutture ferroviarie di Lubiana non poteva ottenere le licenze edilizie.
L’aumento del traffico previsto con questa mega-operazione (che precede, e si aggiunge alla vera Tav transfrontaliera per la quale vi sono ancora accordi nazionali da firmare anche con la Regione) è di 82 treni al giorno. È stato calcolato che il porto di Capodistria potrà spedire su rotaia 14 milioni di tonnellate di merci all’anno, al posto delle attuali 9. Per questa tratta l’Unione europea ha finanziato la Slovenia con 68 milioni di euro per l’ammodernamento di 26,4 chilometri di linea, e con 230 milioni per il suo raddoppio.
Non resta che vedere che cosa accadrà davvero nel punto di contatto con la Val Rosandra, già “graziata” da un precedente e invasivo disegno della Tav, ma non immune da strade, e addirittura ponti, che sono la novità del giorno rispetto alle cose note. Una novità che arriva a ridosso dello “shock” per la deforestazione.
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