Vandalo seriale, uccise la moglie 9 anni fa

Vittorio Pintar, 83 anni, è l’anziano che ha colpito 22 auto con un bastone. In libertà data l’età avanzata
La casa in via Grossi dove avvenne la tragedia nove anni fa, a destra Vittorio Pintar
La casa in via Grossi dove avvenne la tragedia nove anni fa, a destra Vittorio Pintar

Ha un volto e ha un nome il danneggiatore “seriale”, colui che si è reso protagonista di un raid che tanta impressione e tanti interrogativi ha aperto in città. Sì, è stato identificato l’anziano che, pur claudicante, ha utilizzato il bastone per spaccare i parabrezza e i lunotti di una ventina di automobili parcheggiate nel posteggio del Pronto soccorso ma anche nelle vie Goldoni, Alto Adige, Alfieri.

Si tratta di Vittorio Pintar che, nel 2006, uccise la moglie Ludmilla Succi. Scontò otto anni di reclusione per quell’omicidio di cui parliamo più diffusamente nell’articolo sottostante. La notizia non filtra da fonti ufficiali, tant’è che soltanto oggi verrà convocata una conferenza stampa congiunta carabinieri/polizia in cui verranno illustrati tutti i particolari della vicenda.

Gorizia, l'anziano vandalo in azione

Le immagini lo inchiodavano in un caso: le telecamere lo avevano immortalato mentre mandava in frantumi il lunotto di un’auto parcheggiata in via Alfieri. In questi ultimi giorni, il grande lavoro degli inquirenti è stato, pertanto, quello di capire se tutti e 22 i danneggiamenti (e non 25 come emerso in un primo momento) avessero il medesimo autore: l’ultraottantenne pregiudicato, di cui abbiamo parlato nei giorni scorsi. E la risposta è “sì”, oltre ogni ragionevole dubbio. Il cerchio, dunque, si è chiuso. Non ci sono stati complici e la pista del ciclista incappucciato è svanita quasi da subito.

Il vandalo, come si ricorderà, agì durante la notte: le prime telefonate ai carabinieri e alla polizia giunsero attorno alle tre. Dall’altro capo del telefono i proprietari delle auto finite nel mirino, imbufaliti e disperati al tempo stesso per il danno patito. Fondamentale è stata la visione degli impianti di videosorveglianza, sia pubblici che privati, disseminati in città: grazie alle immagini sono stati raccolti elementi utili, per non dire decisivi. Solitamente, i vandali se la prendevano con gli specchietti. Un colpo secco con una mazza o con un calcio e centinaia di euro di danno.

Questi erano gli atti vandalici più frequenti in città ai danni delle automobili. Poi, c’era stato un periodo in cui i vandali si divertivano a sfregiare le carrozzerie con le chiavi o con un chiodo: una bella notizia (probabilmente) per i carrozzieri, una pessima notizia per il proprietario dell’auto di turno finita nel mirino di queste persone indefinibili. Non serve nemmeno evidenziare l’entità dei danni patiti. Questo capitava sino a ieri, dicevamo.

Ma l’altra notte i vandali hanno cambiato nettamente il loro modus operandi e, forse, per rendere più vivace la loro triste e grigia serata, hanno deciso di prendersela con lunotti e parabrezza. E nel mirino finirono anche auto nuove di zecca (un’Audi da poco immatricolata e una Lancia Y con pochi mesi di vita) ma anche alcune vetture con targa slovena (come una Volvo station wagon abbastanza recente) che i proprietari avevano lasciato parcheggiate al ciglio della strada durante le ore notturne. Senza contare che potrebbe esserci qualche automobilista che nemmeno ha ritenuto di sporgere denuncia.
 

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