Le Varvuole pronte a sbarcare a Grado: vigilia dell’Epifania tra mistero e magia

Grado rinnova lunedì la rievocazione, suggestivo spettacolo di grande richiamo: inizio alle 17.30 con i fumogeni

Antonio Boemo
Una passata rievocazione delle Varvuole a Grado, con il loro inquietante arrivo
Una passata rievocazione delle Varvuole a Grado, con il loro inquietante arrivo

Stanno per arrivare, puntuali come ogni anno alla vigilia dell’Epifania. Sono le “varvuole”, le streghe del mare. La rievocazione è prevista in porto oggi, lunedì 5 gennaio, con inizio alle 17.30.

È una delle antiche leggende gradesi che, come tutte le narrazioni tradizionali, ha sempre un fondo di verità.

In questo caso, il riferimento va probabilmente al periodo delle scorribande piratesche nell’Alto Adriatico degli Uscocchi. Le “varvuole”, dunque, narrate quasi certamente per la prima volta in forma scritta da Domenico Marchesini (Menego Picolo) classe 1850, giungevano silenziose su barche di vetro sulla diga la vigilia dell’Epifania per portar via i bambini cattivi. Hanno lunghi denti appuntiti di rame, capelli di fil di ferro, occhi lucidi che emettono scintille, gambe di legno nodoso (“morelo”, un tipo di mogano) e sono vestite di stuoia con un cappotto di rete e bottoni di sughero.

«Brute che le fa spasemâ anche i demuni», scriveva Marchesini. Ci sono altri due aspetti legati alla leggenda: l’araldo che gira per il centro storico per avvisare la popolazione del probabile arrivo delle “varvuole” invitando a cospargere l’acqua benedetta negli angoli delle abitazioni e a strofinare abbondantemente con aglio nuovo tutte le parti metalliche degli infissi. Per quanto riguarda l’acqua benedetta, è evidente che ci si rifà a un’antica tradizione religiosa della nostra terra che si ripete tuttora e risale alla Chiesa di Aquileia, poi del Patriarcato di Grado, «che collega – come afferma il parroco monsignor Paolo Nutarelli - il segno battesimale dell’acqua alla Manifestazione del Signore».

Da qui nasce la prassi di benedire l’acqua santa da portare a casa per cospargerla nelle stanze dell’abitazione. La benedizione dell’acqua verrà vissuta lunedì, nella celebrazione straordinaria delle 16 in Basilica.

L’altro avviso alla popolazione espresso ad alta voce dall’araldo che girava per le calli del castrum, era quello di sorvegliare le canne fumarie dove – ulteriore curiosità – si infilavano non solo le “varvuole”, ma anche i figli delle stesse streghe del mare. Sporchi di fuliggine i figli delle “varvuole” vengono chiamati “bufulini”.

Il programma prevede l’inizio con i fumogeni, le musiche e le narrazioni alle 17.30. A seguire, verso le 17.45 ci sarà lo sbarco delle “varvuole” che immancabilmente faranno impaurire i più piccoli e quindi, in corteo, verso il centro storico, lungo le calli, con diverse tappe: in campiello Porta Nuova (la danza del sale); in piazza Duca d’Aosta (la danza del fuoco), in campo dei Patriarchi (il coro), alla Casa della Musica (“terra, vox populi”) e infine in piazza Biagio Marin, dove si svolgerà lo spettacolo finale.

L’evento sostenuto dal Comune è a cura di Vivace Eventi, con la direzione artistica di Cristina Rovis, in collaborazione con le Associazioni Grado Voga, QuattroQuarti, Banda Civica, Quelli del Festival... della Canzone Gradese, sezione di Grado della Lega Navale, Gradese Subacquei, Marinai in congedo dell’Anmi e Graisani de Palù.—

 

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