Vertice con Lupi, fumata nera sull’A4

TRIESTE. Il pressing di Debora Serracchiani continua. A Roma la presidente della Regione si vede come annunciato con il ministro Maurizio Lupi. Incontro «concreto e utile», fa sapere una nota regionale nel tardo pomeriggio. Ma non c’è nulla di decisivo sul fronte delle risorse per la terza corsia della A4, tanto che le parti si riaggiornano a un nuove vertice «ravvicinato». Con l’obiettivo comune anche di ridisegnare l’agenda delle priorità infrastrutturali.
Il vertice al Ministero
C’è la politica, il ministro Lupi. E il tecnico: il capo della struttura tecnica di missione del ministero dei Trasporti, Ercole Incalza. Si discute di un’opera, la terza corsia, che Trieste come Roma condividono essere «strategica per il Friuli Venezia Giulia e per l’Italia». Una premessa che sembrerebbe essere il segnale di un’apertura da parte statale rispetto alla richiesta della nuova giunta regionale di un intervento anche nazionale a supporto dell’allargamento A4. Un intervento in termini finanziari.
I dubbi
Ma l’apertura c’è davvero? Tutto da verificare. Quello che comunica la Regione è la necessità di un ulteriore incontro di approfondimento, «in relazione ad alcune necessarie operazioni che riguardano il finanziamento dell'opera». Un finanziamento sempre più complicato stando anche a quanto ha fatto capire Emilio Terpin nell’intervista pubblica ieri dal Piccolo. Il presidente di Autovie Venete ha manifestato «l’ottimismo della volontà e la fede nei tecnici». Ma ha anche sottolineato il fatto che opere di questa grandezza hanno solitamente forti ritardi nella realizzazione. Con il solo Passante di Mestre esempio di rispetto dei tempi, dopo decenni d’attesa.
L’ipotesi terzo bando
Non stupisce anzi che si rafforzi negli ultimi giorni la voce di un possibile nuovo bando di gara da presentare al mondo creditizio. Le condizioni poste dalla banche pure nel secondo bando aperto a fine 2012 sembrerebbero infatti insormontabili. Al punto che negli ambienti di Autovie Venete non si esclude che se ne debba aprire un’altra di gara, con un aggiornamento della situazione attuale: i soldi in cassa di Autovie sono sostanzialmente finiti, la scadenza della concessione (il 2017) non è lontanissima e il cronoprogramma legato al piano finanziario rivisto in era Tondo presenta ritardi di non meno di cinque anni. Quanto al futuro del commissario Serracchiani mantiene per ora la bocca cucita.
L’accordo Stato-regione
La visita a Roma negli uffici del ministero ha visto Serracchiani allargare il giro d’orizzonte anche ad altre questioni infrastrutturali. L’intenzione è infatti quella di intervenire sui precedenti accordi Stato-Regione anche sul fronte delle priorità viarie, ferroviarie e portuali. Al centro del colloquio con Lupi entra quindi anche la discussione sulla revisione e stesura dell'accordo quadro Stato-Regione sulle infrastrutture strategiche del Fvg, in preparazione del quale, fa sapere ancora la nota della presidenza, «sarà fatto un accurato screening delle nuove necessità e richieste da avanzare al governo».
Le priorità
Qualche dettaglio? Il Porto franco di Trieste, gli interporti di Cervignano e Pordenone, le relazioni ferroviarie con la Slovenia, e in particolare la tratta transfrontaliera Trieste-Divaccia e il collegamento con Capodistria, sono stati alcuni tra i punti specifici toccati dalla presidente Serracchiani con il ministro. Lupi, in risposta, manifesta particolare attenzione nei confronti dei corridoi europei che interessano il territorio regionale, Adriatico-Baltico e Mediterraneo.
L’aggiornamento
«Concreto e utile», si limita a ribadire Serracchiani rimandando a un successivo ravvicinato appuntamento l'avvio della discussione sulla revisione delle opere che la Regione aveva precedentemente individuato come prioritarie.
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