Via all’autorecupero per gli alloggi sfitti: ecco progetti e soldi

Risposta all’appello degli occupanti: fondi dalla Regione Un edificio e 31 appartamenti individuati da Comune e Ater
Di Gabriella Ziani
Lasorte Trieste 21/11/14 - Via Battera 28, Casa ATER, Disobbedienti
Lasorte Trieste 21/11/14 - Via Battera 28, Casa ATER, Disobbedienti

I “disobbedienti” dell’Assembea sociale della casa hanno civilmente chiesto nei giorni scorsi che si toccasse con mano, in via Orlandini e strade adiacenti, come nei vecchi palazzi Ater (di nobile radice architettonica austriaca) ci siano così tanti alloggi sfitti e abbandonati da far scandalo a fronte di famiglie senza casa, costrette a “occupare”. La risposta, mentre nel resto d’Italia le periferie s’infiammano, qui è già servita: la Regione ha stanziato a sostegno delle politiche del riuso degli alloggi vuoti ben 13 milioni di euro nell’ambito del bilancio 2015, e specificamente - come sottolinea anche Giulio Lauri, presidente del gruppo consiliare di Sel in Consiglio regionale - «2,5 milioni per aggiustare case Ater non assegnate, di cui circa la metà potrebbero arrivare a Trieste». E più in dettaglio ha sottolineato l’assessore regionale Mariagrazia Santoro: «Una parte sono per progetti di auto-recupero che stanno nascendo a Trieste».

Mentre Lauri stesso suggerisce che «tra chi fa la domanda di accesso alla casa Ater ci sono anche persone che svolgono lavori precari o sono senza lavoro, che loro malgrado hanno più tempo libero e potrebbero far da sè alcuni lavori di manutenzione, o affidarli in economia ad artigiani che fanno parte della loro rete parentale e amicale riducendo al minimo i costi per il recupero di abitazioni che altrimenti continuerebbero a restare sfitte», l’assessore triestino all’Urbanistica e alla casa, Elena Marchigiani, i progetti pronti in accordo proprio con l’Ater già li ha, e in Regione hanno trovato, evidentemente,ottimo ascolto.

«C’è un progetto già avviato di “autorecupero” - dice Marchigiani - in un intero immobile di proprietà comunale in via Piero della Francesca (tra via alle Cave e via delle Docce, ndr), che ha 10 alloggi, alcuni occupati. Serve un intervento di manutenzione straordinaria che verrà affidato agli “autorecuperanti” con l’appoggio di una cooperativa sociale per la formazione e la sicurezza. Questo lavoro gratuito sarà ammortizzato con un canone di affitto molto basso, 150-170 euro, e un diritto di superficie e dunque di gestione di 30 anni. È un progetto pilota: dai fondi regionali in arrivo destineremo, per le spese di partenza, 150 mila euro».

Ma c’è dell’altro. Comune e Ater hanno individuato altri loro alloggi rimasti vuoti per i più vari motivi. Soprattutto per mancanza di fondi. «Sono 25 appartamenti dell’Ater di cui 6 di proprietà comunale - aggiunge Marchigiani - e 6 comunali completamente. Questi 31 alloggi rientrano in un piano di automanutenzione, gli inquilini dovrebbero ridipingere le pareti e fare altri lavoretti di rimessa in sesto. Si è già costituito un gruppo tecnico Ater-Comune per uniformare le procedure, il costo medio di ogni intervento potrebbe stare tra 10 e 20 mila euro: soldi che sia l’Ater e sia il Comune sono in grado di pagare direttamente coi fondi per le manutenzioni ordinarie. Ma c’è un vantaggio forte: con l’aiuto degli “autorecuperanti” quella cifra, anziché risanare un appartamento solo, ne risana sei...». Darsi una mano col “fai da te” è dunque l’ultima risorsa, ma è anche la richiesta che sale dal basso. Chi abiterà questi alloggi? Chi saranno gli autorecuperanti? «Si attingerà alle graduatorie dell’Ater e, per il Comune, a quelle degli sfrattati, l’affitto sarà secondo fascia Isee». Gli appartamenti sono a San Giovanni (6), sparsi in città (14), e proprio a Ponziana (5). Da dove è partito l’appello.

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