Viaggio tra l’alchimia e la farmacia alla scoperta di teriaca e semada

La storia
«Tutto è veleno, basta sbagliare la dose», affermava Paracelso. E questo antico detto è risuonato nelle spezierie di tutta Europa per secoli, fino all’arrivo di Maria Teresa d’Austria che di certi echi del passato, intrisi di usanze profane, ha preferito fare a meno. Questo ed altro si è scoperto durante una delle visite guidate del ciclo Gorizia insolita a cura di Ecoturismo Fvg. Il percorso si è svolto in tre locali storici che un tempo erano botteghe dove si dispensavano rimedi, oli, farmacopee ma anche coloranti e altre sostanze naturali. Un universo complesso che dialogava con la natura e con la storia, scomparso con la modernità.
Come è stato spiegato nella Farmacia all’Orso Bianco in corso Verdi «a un dato momento sotto l’Austria si è preferito evitare di maneggiare sostanze che ricordassero l’alchimia e il Medioevo». Una di queste era ad esempio la teriaca, una complicata e misteriosa preparazione che risale a prima dell’antica Roma. L’intruglio contemplava ben 70 ingredienti come semi, radici, polvere di vipera, oppio e vino di Spagna. «Una panacea per tutti i mali, dalla peste ai pidocchi», è stato raccontato.
All’Orso bianco ancora oggi figura uno splendido mobilio originale in radica intagliata e marmo con all’interno ante, cassetti, contenitori e antichi simboli che lasciano intendere a cosa si ispirava il lavoro dello speziale. Così troviamo una sirena, voce della sapienza ma anche della profezia che poteva essere buona o cattiva, come le medicine. L’esito del medicamento, d’altronde, non era mai certo. Così, un sapere che traballa si ispira talvolta alla sua buona stella, come quella del Vespero che aiutava a destreggiarsi tra le giuste dosi di ingredienti. E ancora ci sono i richiami ad Ermete Trimegisto, all’acqua come simbolo alchemico, ai pesci come espressione di incertezza o alle varie raffigurazioni luminose della conoscenza.
In queste botteghe-laboratorio si vendevano pure veleni e più in generale rimedi che, soprattutto negli ultimi decenni prima dell’arrivo dell’Italia, erano stati regolamentati con precisione dall’Austria, poco incline alle pozioni misteriose. Qualcosa del passato comunque è rimasto. Ancora oggi possiamo richiedere la semada, una preparazione goriziana che si trovava anche a Trieste e a Cormons. È una sostanza rinfrescante che si ottiene pestando insieme olio di mandorle, gomma arabica e acqua. Una miscela che bisogna non “far impazzire”, come la maionese, e che si poteva anche modificare sostituendo, ad esempio, l’acqua con l’alcol (mezzo litro al giorno pare sia utile per depurarsi). Più in generale, per secoli curava cinque generi di malattie. Categorie che oggi hanno trovato ben altre sistematizzazioni. La visita guidata è proseguita poi alla Farmacia all’Orso Bruno e in piazza Vittoria dove fino a qualche anno fa era attiva una farmacia. Quest’ultima, chiamata Della Zotta sotto l’Austria, nel 1700 divenne famosa per aver proposto la prima teriaca dell’impero con una sua ricetta originale. –
Riproduzione riservata © Il Piccolo








