Viali pericolosi devastati dalle radici: un piano del Comune

Troppe cadute lungo le strade ciclo-pedonali di Grado L’ente locale avvierà un’indagine per risolvere il problema
Di Antonio Boemo

Le cadute accidentali causate dalla gibbosità delle strade derivata dalla penetrazione delle radici degli alberi sotto l’asfalto sono state numerose in questi anni, a fronte delle rivalse nei confronti del Comune per i danni subiti.

Uno degli ultimi incidenti avvenuto ha visto coinvolta una signora anziana che è inciampata sulle radici di un albero lungo via Napoli. La caduta le ha provocato contusioni su tutto il corpo.

Pochi giorni fa è, invece, rovinato a terra in campo Patriarca Elia un gradese, che è stato trasportato dall’ambulanza all’ospedale San Polo di Monfalcone.

Una situazione di viabilità ciclo-pedonale pericolosa si riscontra anche in altre parti della città, soprattutto nella zona dell’ingresso principale della spiaggia, davanti all’aiuola verso l’uscita di viale Dante, in direzione viale dei Moreri.

«Negli ultimi due anni – ha spiegato l’assessore ai Lavori pubblici, Ricardo Ronchiato - l’amministrazione comunale si è impegnata a investire ingenti somme sulla manutenzione stradale in tutto il territorio, con continui ripristini di asfaltature e di marciapiedi. Nella maggior parte dei casi, ciò accade a causa dello scarso interesse posto in passato alla tutela e alla sicurezza degli alberi».

L’attuale amministrazione, ha specificato l’assessore Ronchiato, intende eseguire una seria manutenzione della pavimentazione stradale, in particolare, con la messa in sicurezza di campo Patriarca Elia.

«Ma non si può prescindere - ha aggiunto l’assessore - da un’attenta verifica dei danni che si possono provocare agli apparati radicali dei cinque pini presenti (Pinus pinea) posti in filare sul lato sud-ovest, con il conseguente rischio di schianto». L’assessore Ronchiato ha ricordato, inoltre, come sia accaduto più volte che in ambiente urbano alberi con chioma e tronco perfettamente sani siano schiantati al suolo causa dei danni agli apparati radicali.

«Troppo spesso le persone, e anche tecnici – ha continuato Ronchiato -, non ricordano che è proprio grazie alle radici che gli alberi stanno in piedi, e se causiamo dei tagli alle radici ne compromettiamo irrimediabilmente la stabilità, con il rischio di schianti che possono verificarsi anche a distanza di anni. Non si vuole fare terrorismo mediatico, ma è proprio così che funzionano le cose».

I pini di campo Patriarca Elia hanno un’altezza compresa tra gli undici e i quindici metri, per un diametro del fusto attorno ai 50-60 centimetri. Sono stati messi a dimora negli anni Sessanta e in tempi più recenti pare ne siano stati tolti alcuni, a causa della distanza troppo ridotta tra le piante.

«Vogliamo fare di tutto per salvare questi alberi – ha sottolineato l’assessore - per questo motivo eseguiremo un’attenta analisi della loro stabilità, attraverso prove di trazione (esiste una metodologia ben consolidata in tal senso) e un’indagine stratigrafica del suolo, proprio al fine di verificare lo stato degli apparati radicali e il grado di sicurezza delle piante. Sulla base dei risultati che emergeranno da queste indagini, potremo quindi capire se vi sia la possibilità di adottare soluzioni utili al mantenimento delle piante o se, invece, l’unica alternativa sia l’abbattimento e la loro sostituzione».

Il tutto anche su indicazione dell’assessore all’Ambiente, Emiliano Gordini, che sta cercando di individuare soluzioni e proposte volte alla salvaguardia dei pini.

Intanto, il Comune di Grado ha provveduto ad eliminare il più possibile le gibbosità. Altrettanto si spera che venga fatto quanto prima lungo il frequentato viale Dante.

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