Vigili urbani triestini, nuovo guardaroba Dalla maglietta agli anfibi

Per la vestizione della polizia municipale il Comune ha preparato un bando da 121.478 euro che scade il 30 gennaio. Pantaloni di lana anche d’estate
Foto BRUNI TRieste 17.02.12 Polizia Locale:Controlli blandi al traffico per la chiusura del centro
Foto BRUNI TRieste 17.02.12 Polizia Locale:Controlli blandi al traffico per la chiusura del centro

È vero che i sarti tornano di moda, ma quelli che risponderanno al bando del Comune saranno certamente particolari viste le ordinazioni. Bisogna rivestire i vigili urbani, uomini e donne, a partire dalla maglieria intima e a finire con gli stivali “anfibi”, e il nuovo corredo comprende anche calze corte e calze lunghe, berretti con visiera per tutti i gradi, mostrine, bottoni e alabarde, camicie a manica corta e lunga (in cotone Oxford), giacche e pantaloni “blu notte” di lana anche per l’estate, e poi cinture e mantelline parapioggia, con obbligo di prendere le misure a ogni vigile, uomo e donna, il quale dovrà firmare la ricevuta. Spesa prevista 121.478 euro con il costo maggiore per i pantaloni “tecnici” (di 54.545 euro).

Il bando scade il 30 gennaio, i vincitori avranno tempi contingentati per consegnare il nuovo corredo, un vero camion di vestiti d’ordinanza che il committente delinea fino al minimo dettaglio. I 300 maglioncini in “micropile” per esempio dovranno avere il collo alto, il colore blu, essere “anatomici”, al 100% in poliestere però idrorepellenti e “antiodoranti”. I 150 maglioni invece avranno il tocco obbligatorio di una “culisse” in vita, l’intimo prevede - e qui ci pare di mettere la polizia municipale sotto i raggi X, o di entrare virtualmente nel loro spogliatoio - non solo una maglia con manica lunga, ma “lunghi” anche i pantaloni. Perché a stare in strada fa freddo. Più dettagliati ancora, fino all’ultimo centimetro, gli obblighi relativi alla fattura delle calzature, altrimenti dette “polacco operativo a gambale alto allacciato a due lacci e chiusura centrale mediante cerniera». Idrorepellente, traspirante e antiscivolo. Con un “collarino in pelle bovina nera molto morbida”. Col tallone “rinforzato su fodera di capra del tipo denominato scamosciato resistente all’usura e accoppiata - queste le indicazioni fornite dal Comune - con membrana impermeabile e traspirante in politetrafluoretilene espanso”. Non basta ancora, ci vuole pure un “puntale interno in tessuto impregnato di resine sintetiche termoadesive”. Poi serve il calzino interno particolare, per “garantire l’assoluta impermeabilità della calzatura e contemporaneamente il comfort del piede”.

Si direbbe che i nostri vigili debbano ogni giorno replicare lo sbarco su qualche Luna, la suola deve essere “antiperforazione”, antistatica, con “inserita a sandwich una lamina di acciaio a rinforzo rigido per la corretta supportazione e distribuzione del peso corporeo a terra”. Lacci comuni? No, piatti e fatti di poliestere. E occhielli passalaccio nel numero di 10, “in metallo bronzato”.

Non è tutto qui, perché una volta realizzato il guardaroba, esso va consegnato. Giacche e pantaloni “appesi a una robusta gruccia di plastica rigida con gancio metallico”. Un appendino adeguato, insomma. Per le giacche “sagomato onde assicurare una perfetta conservazione del capo”.

Chissà se i vigili sentono il fascino della divisa, o se quella lamine sotto i piedi pesano, così come i pantaloni lunghi dell’intimo da portare sotto quelli color blu notte, e chissà quanto tempo ci mette ciascuno ad allacciare in regola tutto quanto.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

Riproduzione riservata © Il Piccolo