Villa Liberta Peticia farà da apripista al lancio dei siti archeologici bisiachi

Si comincia dai primi mesi del 2020 coinvolgendo scuole istituzioni e Comuni dell’Isontino. Visite guidate per tutti



Varato il progetto per il decollo della Villa Romana Liberta Peticia a Staranzano assieme ad altri siti archeologici mandamentali. Si comincerà già dai primi mesi del 2020 e coinvolgerà scuole, istituzioni e Comuni dell’Isontino.

L’accelerazione è cominciata dopo la visita alla villa staranzanese, a settembre scorso, con l’annuncio ufficiale del via libera al Progetto SottoMonfalcone, finanziato dalla Regione Fvg e iniziato con gli incentivi del 2019 a favore della Promozione delle attività culturali e delle iniziative progettuali riguardanti manifestazioni di divulgazione della cultura umanistica. L’obiettivo è di valorizzare la ricchezza delle evidenze storiche, archeologiche e paesaggistiche del territorio tra il Timavo e l’Isonzo, con un particolare focus sulla villa romana di Staranzano e sull’area urbana di Monfalcone. Inoltre si vuole trasmettere a un ampio pubblico le conoscenze disponibili sulle fonti storico-archeologiche del paesaggio nel territorio, valorizzando i dati e i prodotti scaturiti da diverse ricerche scientifiche, in particolare del territorio tra il Timavo e l’Isonzo. Capofila del progetto l’Associazione Lacus Timavi di Monfalcone (che si avvale della collaborazione Renata Merlatti, Gabriella Petrucci).

Responsabile scientifico del progetto è Paola Maggi, conservatore del Museo Archeologico della Laguna di Marano, da anni collaboratrice del Dipartimento di Studi Umanistici e della Soprintendenza per l’archeologia, le belle arti e il paesaggio del Fvg, anche in ricerche attinenti alle tematiche del Progetto. Partner del progetto i Comuni di San Canzian d’Isonzo, Staranzano, poi Ial Fvg, Associazione Obbiettivo Immagine di Gradisca, Club Unesco di Udine, Lions Club Duino Aurisina, Associazione Galleria Rifugio di Monfalcone, Soprintendenza per l’archeologia, le belle arti e il paesaggio del Fvg.

«Cominceremo subito tra gennaio e marzo – spiega l’archeologa Paola Maggi – e fra le attività principali figura una pubblicazione a carattere didattico e divulgativo sulla storia e archeologia di Monfalcone e dei territori circostanti dall’antichità all’età contemporanea, con un’attenzione particolare alle trasformazioni avvenute nel paesaggio naturale e antropico. Il volume vuole offrire una nuova chiave di lettura e di fruizione dei punti di interesse del territorio ed è rivolto alle comunità locali, alle scolaresche e ai turisti. Il libro proporrà anche una serie di percorsi di visita tematici». Fra le altre iniziative è prevista una mostra fotografica itinerante dei principali siti archeologici mandamentali che esporrà una scelta di immagini corredate da brevi commenti. Verranno inoltre organizzati eventi nella forma di più giornate dedicate a visite guidate aperte al pubblico. —



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