Vini del Collio, si punta alla Docg

È l’obiettivo del Consorzio di tutela che ha rinnovato il cda confermando alla presidenza Robert Princic
Di Domenico Diaco

CORMONS. Il riconoscimento della Docg, la Denominazione di origine controllata a garantita è l’obiettivo che si pone il Consorzio tutela vini Collio, che nei giorni scorsi ha rinnovato il proprio consiglio d’amministrazione che vede riconfermato alla presidenza il quarantenne Robert Princic al termine di un triennio impegnativo per l’enologia regionale (vedi il caso del Sauvignon)contrassegno però anche da molte soddisfazioni. Relativamente alla Docg è stato avviato informalmente il relativo percorso alla Regione Friuli Venezia Giulia e al ministero per le Politiche agricole, che hanno valutato le bozze del disciplinare elaborate a supporto dell’ottenimento della denominazione. Una traguardo che riguarda ben 165 aziende socie del Consorzio tutela vini Collio che complessivamente conta su oltre 12 milioni e mezzo di metri quadrati vitati a Doc capaci di produrre, i dati si riferiscono allo scorso anno, quasi dieci milioni di chilogrammi di uva rivendicata a Denominazione di origine controllata. Sono invece 49.274 gli ettolitri di vino imbottigliati: una produzione non certo elevata se raffrontata ad altre zone vinicole d’Italia, per non parlare di Stati Uniti o Australia, ma che rappresenta un’eccellenza che merita sempre maggiore tutela. Dei 166 soci del Consorzio Collio, 112 sono quelli impegnati nell’imbottigliamento del vino prodotto nella zona di tutela del consorzio.

La Denominazione di origine controllata e garantita è un marchio di origine italiano che indica al consumatore l'origine geografica di un vino. Il nome della Docg è indicato obbligatoriamente in etichetta e consiste o semplicemente nel nome geografico di una zona viticola (a esempio Barolo, comune in provincia di Cuneo, o Carmignano, comune in Provincia di Prato), o nella combinazione del nome storico di un prodotto e della relativa zona di produzione (a esempio Vino Nobile di Montepulciano, il nome con cui è noto storicamente il vino prodotto a Montepulciano, in provincia di Siena). La categoria dei vini Docg comprende i vini prodotti in determinate zone geografiche nel rispetto di uno specifico disciplinare di produzione. La procedura per il riconoscimento delle denominazioni è profondamente cambiata dal 2010 in seguito all'attuazione della nuova normativa europea. Tra le altre cose, la nuova legge ha portato in sede comunitaria la prerogativa di approvazione delle denominazioni, mentre precedentemente si procedeva tramite Decreto ministeriale. Da allora la classificazione Docg, così come la Doc (Denominazione di origine controllata), è stata ricompresa nella categoria comunitaria Dop (Denominazione di origine protetta). Le Docg sono riservate ai vini già riconosciuti a Doc da almeno dieci anni che siano ritenuti di particolare pregio, in relazione alle caratteristiche qualitative intrinseche, rispetto alla media di quelle degli analoghi vini così classificati, per effetto dell'incidenza di tradizionali fattori naturali, umani e storici e che abbiano acquisito rinomanza e valorizzazione commerciale a livello nazionale e internazionale. Tali vini, prima di essere messi in commercio, devono essere sottoposti in fase di produzione a una preliminare analisi chimico-fisica e a un esame organolettico che certifichi il rispetto dei requisiti previsti dal disciplinare. Un obiettivo, quello della Docg, che impegnerà non poco la rinnovata governance consortile, ora composta da Giordano Figheli, Roberto Felluga (Marco Felluga e Russiz Superiore), nonché da David Buzzinelli (Carlo di Pradis), che sono i tre vicepresidenti che affiancheranno il presidente Robert Princic, titolare dell’azienda Gradis’ciutta. Gli altri componenti sono Valneo Livon (Livon), Gian Riccardo Napolitano (Conti Attems-Frescobaldi), Paolo Corso (Tenuta Borgo Conventi), Alessandro Pascolo (Pascolo), Matej Figelj (Fiegl), Marko Primosig (Primosic), Giovanni Muzic (Muzic), Giovanni Collavini (Collavini), Loretto Pali (Castello di Spessa). Tra i traguardi raggiunti dal titolare dell’azienda Gradis’ciutta, che è anche vicesindaco di San Floriano del Collio, il recente Premio al Territorio conferito al Consorzio da Vinarius, l’associazione delle enoteche italiane. «È un riconoscimento che ci riempie di orgoglio – ha affermato Princic – perché premia la vocazione del nostro territorio. Nel Collio, infatti, a una predisposizione naturale dell’area, si aggiunge il fondamentale apporto dei nostri produttori che, con la loro cura meticolosa dei vigneti, tutelano l’ambiente ed impreziosiscono i nostri paesaggi». A Princic e al cda uscente si deve anche l’organizzazione nei due anni passati del “Collio day”, che ha portato i vini bianchi del territorio nelle enoteche e nei ristoranti delle maggiori città italiane.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

Riproduzione riservata © Il Piccolo