Violenze in piazza Libertà a Trieste, il Pd tra condanna e distinguo
“Violenti fuori dalla dialettica civile” per la segretaria regionale Caterina Conti, mentre la segreteria locale Maria Luisa Paglia precisa: “L’immobilismo sull’accoglienza alimenta tensioni. Condanna per le violenze, ma servono risposte”. Il candidato in pectore Gialuz: “La violenza va condannata sempre, senza tentennamenti”

“Violenti fuori dalla dialettica civile” per la Caterina Conti. “L’immobilismo sull’accoglienza alimenta tensioni. Condanna per le violenze, ma servono risposte” per Maria Luisa Paglia. Se dalla segretaria regionale del Pd la condanna alle violenze di venerdì sera che a Trieste con tre poliziotti feriti è ferma, dalla segreteria locale emerge un distinguo.
Nell’esprimere solidarietà agli agenti di Polizia feriti e ferma condanna degli atti di violenza che si sono verificati a Trieste Conti evidenzia: “Chi ha organizzato e perpetrato questi atti è fuori dalla dialettica civile e gli eventuali reati vanno perseguiti a norma di legge. Il tema del disagio sociale e del degrado deve essere posto con metodi pacifici e non con intrusioni di forza, cortei non autorizzati, assedi alla questura”. La segretaria dem Fvg però non risparmia critiche alla maggioranza.
“Gravissimo – sottolinea Conti - però che esponenti del centrodestra soffino sul fuoco e utilizzino questi episodi per provare a intossicare la campagna elettorale. La responsabilità delle risposte mancate e di una tensione sociale crescente è di chi governa tutto da Trieste a Roma”.
La segretaria dem di Trieste Paglia evidenzia invece: «L’immobilismo nella gestione dell’immigrazione non garantisce affatto sicurezza: al contrario, alimenta tensioni e lascia le persone completamente senza risposte».
«Il punto da cui partire è semplice quanto drammatico - prosegue Paglia - : a Trieste contiamo già quattro morti in Porto Vecchio in meno di un anno. Questo dato rende evidente il fallimento delle amministrazioni di destra, sia comunale che regionale, che non hanno saputo organizzare risposte all’altezza della situazione”. La segretaria locale inserisce gli scontri di venerdì sera “in un quadro di tensione che le istituzioni avrebbero dovuto prevenire, garantendo vera sicurezza e interventi concreti”: “Invece di costruire una rete di accoglienza – incalza -, l’amministrazione ha persino imposto restrizioni all’attività dei volontari».
Sulle modalità di protesta, la segretaria dem precisa poi: «La rabbia può essere comprensibile, ma non giustifica mai la violenza. Il dissenso deve esprimersi attraverso gli strumenti democratici: la politica ha il dovere di denunciare le criticità e avanzare proposte. Per questo esprimiamo piena solidarietà alle forze dell’ordine».
«Condannare la violenza è assolutamente necessario - conclude Maria Luisa Paglia - ; usarla come alibi per distogliere l’attenzione dalle persone abbandonate in strada e dall’assenza di soluzioni non lo è. Servono subito un’accoglienza organizzata, luoghi sicuri e una reale collaborazione tra istituzioni e realtà del territorio: è solo così che si tutelano davvero le persone e la città».
Sul tema è intervenuto anche Mitja Gialuz, candidato in pectore del centrosinistra, che ha affidato i suoi pensieri a un post sui social: “La violenza va condannata sempre, senza tentennamenti. Quanto accaduto ieri sera a Trieste non solo è inaccettabile, ma finisce anche per delegittimare la battaglia civile di chi chiede da anni un trattamento dignitoso per le persone migranti. Agli agenti feriti esprimo tutta la mia solidarietà, con l’augurio di una pronta guarigione”.
“La legalità deve valere per tutti, senza eccezioni. Per chi arriva da altri paesi ed è chiamato a rispettare le regole. Per chi manifesta le proprie idee e deve farlo pacificamente. E per le istituzioni, che hanno il dovere di rispettare i principi costituzionali e garantire condizioni di accoglienza dignitose a chi oggi non ha altra alternativa che trascorrere le notti al freddo”.
La sicurezza e il rispetto della dignità non sono obiettivi contrapposti. Sono due obblighi che una comunità deve saper tenere insieme. E gli inammissibili episodi di ieri sera non possono cancellare le ragioni di chi civilmente chiede una soluzione a un problema che a Trieste dura da troppo tempo.
Abbiamo bisogno di abbassare i toni, recuperare il dialogo e affrontare questa situazione con responsabilità e capacità di trovare soluzioni concrete.
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