Wwf e Legambiente: «Incomprensibile superficialità»

«Vanno chiarite le responsabilità, per lo scempio compiuto in Val Rosandra ad opera della Protezione Civile regionale». A chiederlo sono gli ambientalisti del Wwf, decisi a fare piena luce sulla...
Lasorte Trieste 30/03/12 - Valrosandra
Lasorte Trieste 30/03/12 - Valrosandra

«Vanno chiarite le responsabilità, per lo scempio compiuto in Val Rosandra ad opera della Protezione Civile regionale». A chiederlo sono gli ambientalisti del Wwf, decisi a fare piena luce sulla “strage” perpetrata domenica scorsa. «L’intervento – denuncia l’associazione - è stato attuato nel pieno del periodo riproduttivo per l’avifauna e gli anfibi, sono stati asportati completamente tutti gli alberi più grandi (pioppi bianchi di 40 anni del diametro di 90 cm, ontani neri, salici, ecc.), è stato compromesso l'habitat della “foresta a galleria” che garantiva ombreggiamento e ossigenazione alle specie che la abitano, mentre sono rimaste molte robinie che avrebbero dovuto essere eliminate. Sconcerta poi – continua il Wwf - che il Comune di S. Dorligo della valle, ente gestore della riserva naturale, abbia collaborato all’esecuzione degli interventi suddetti, senza la minima considerazione per gli habitat le specie che la riserva dovrebbe tutelare».

Di qui la necessità, secondo l’associazione ambientalista - di dare risposta ad una serie di quesiti: «È indispensabile chiarire se esistano reali pericoli di esondazione del torrente Rosandra e cos’abbia motivato l’“urgenza” dell’intervento eseguito, perché sia stato scelto proprio questo periodo per l’intervento di “pulizia”, perché non sia stata svolta la valutazione di incidenza, prescritta dalle norme europee, sull’intervento nel SIC/ZPS e, infine, chi si sia assunto la responsabilità della pianificazione e dell’esecuzione dell’intervento».

Estremamente critico nei confronti dell’operazione “Puliamo il mondo – Clean up the world”, anche il Circolo Verdeazzurro di Legambiente. «L’intervento della Protezione Civile ha arrecato danni incalcolabili alla vegetazione ripariale e all’ importantissimo ecosistema che coronava un lungo tratto del torrente Rosandra , in comune di San Dorligo della Valle.Nel corso dell’operazione, attuata in un momento assolutamente inopportuno perché coincidente con il periodo riproduttivo di uccelli ed anfibi, sono stati asportati importanti esemplari di carpino nero, pioppo bianco e salici che avevano diametro anche superiore a 80 cm. È incomprensibile - conclude Legambiente - come la Protezione Civile abbia potuto operare con tanta superficialità su aree così delicate».

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