«Zero regole, è una giungla E il lavoro è sempre più duro»
Un tempo c’era la foto di classe, di gruppo, tutti in fila, con i meno alti davanti e la maestra su un lato. E poi c’era la foto singola, con il diligente alunno sistemato al banco, pettinato, la penna tra le mani, il grembiule perfetto e il fiocco ben sistemato. Era il rito di fine anno. Molti facevano apporre le firme di tutti i compagni e della maestra sul retro. È cambiato un mondo, ma quella resta una tradizione cui i genitori non vogliono assolutamente rinunciare, soprattutto alle elementari. Perché dalle medie in poi gli studenti si arrangiano, scattandosi autonomamente e senza chiedere il permesso a nessuno, miriadi di foto con il cellulare che poi diffondono nelle chat tra i compagni e sui social. E tra le vittime di questo algoritmo fatto di novità normative, direttive europee e decisioni adottate dai singoli istituti, ci sono i fotografi. «C’è una grande confusione», conferma Massimo Semeraro, presidente della categoria a livello provinciale e regionale e membro del Consiglio nazionale dei fotografi per Confartigianato: «Ogni istituto propone soluzioni diverse perché c’è una diversa interpretazione della normativa. Per la nostra categoria c’è l’esigenza di una direttiva nazionale che faccia chiarezza e unifichi le procedure, consentendoci di lavorare più serenamente. Porterò il problema al tavolo nazionale».
La maggior parte dei genitori sceglie di acquistare la foto di gruppo, ma ci sono ancora qualche mamma e qualche papà, stimolati speso dai nonni che vogliono conservare un ricordo più specifico, che desiderano anche la foto singola. Purtroppo non tutte le scuole si dotano delle liberatorie specifiche per le foto singole e poi i genitori, dovendo scegliere gli scatti da acquistare, restano delusi. «Io ho provveduto al servizio per il Dante», porta come esempio lo stesso Semeraro, titolare di Foto Mauro: «Incarico dato dalla scuola, materiale consegnato alla scuola. Sono al corrente che non tutti hanno adottato questa soluzione». Le foto stampate, a seconda del formato, vengo vendute da uno a tre euro.
«Lavorare con le scuole è diventato sempre più difficile, le nuove normative hanno reso il tutto veramente complesso», valuta Stefano Coretta di Foto Ok, con lo studio a Roiano, che da molti anni si occupa delle foto di classe delle scuole che gravitano tra la stessa Roiano e Gretta: «Io lo continuo a fare perché ci tengo a dare un servizio al rione e per buoni rapporti di vicinato, ma è dura. Le liberatorie nel mio caso le fanno firmare i rappresentanti di classe. Poi i genitori si rivolgono al mio studio per l’acquisto».—
L.T.
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