L’Egitto a Trieste: così il sogno di Massimiliano prende forma a Miramare
In arrivo alle Scuderie un centinaio di reperti collezionati dall’arciduca con la mostra dal 2 aprile all’1 novembre

Sarà la realizzazione di un sogno: quello di Massimiliano d’Asburgo di creare un museo d’arte antica nel parco della sua residenza triestina del Castello di Miramare. La mostra “Una sfinge l’attrae. Massimiliano d’Asburgo e le collezioni egizie tra Trieste e Vienna” riporta a Trieste, alle Scuderie del Castello di Miramare dal 2 aprile all’1 novembre, parte della collezione d’arte egizia appartenuta all’arciduca e oggi custodita al Kunsthistorisches Museum di Vienna.
È proprio una sfinge egizia in granito rosa, posta in cima al molo del porticciolo a fare da guardia e a salutare gli ospiti che un tempo giungevano via mare al Castello. Ed è quella stessa sfinge con il corpo di leone e la testa di una donna, dallo sguardo sereno ma impenetrabile, a rappresentare la passione per l’arte egizia dell’arciduca, pure lui come tanti altri nobili e altoborghesi dell’Ottocento contagiato da una vera e propria “egittomania”.
L’esposizione alle Scuderie racconterà l’amore per l’arte antica di Massimiliano coltivato attraverso i suoi viaggi, il suo progetto museale e la moda collezionistica che coinvolse anche la ricca borghesia triestina e personalità come il barone Pasquale Revoltella, cui si lega una della maggiori istituzioni museali triestine e che ebbe parte attiva nella realizzazione del canale di Suez, finanziandone i lavori e recandosi di persona in Egitto nel 1861.

I curatori della mostra Massimo Osanna, direttore generale Musei per il Ministero per i beni e le attività culturali e per il turismo, Christian Greco, direttore del Museo Egizio di Torino, Cäcilia Bischoff, storica dell’arte del Kunsthistorisches Museum e Michaela Hüttner, curatrice della collezione egizio-orientale del medesimo museo, hanno selezionato un centinaio di reperti dalle raccolte di Massimiliano d’Asburgo che giunsero ad annoverare all’incirca duemila pezzi d’arte egizia.
Il primo nucleo l’arciduca lo acquistò dal console generale ad Alessandria d’Egitto Anton von Laurin nei primi anni Cinquanta dell’Ottocento, per poi ampliarlo negli anni successivi tramite missioni diplomatiche e ulteriori acquisizioni.

Massimiliano si rivolse inoltre all’egittologo austriaco Simon Leo Reinisch, incaricandolo di studiare la sua raccolta e redigerne un catalogo ragionato, pubblicato nel 1865 con il titolo “Die aegyptischen Denkmaeler von Miramar”.
Divenuto imperatore del Messico, delegò Reinisch per una campagna di acquisti in Egitto con l’idea di accrescere ulteriormente la collezione e destinarla in parte al Museo Nacional del Messico; proposito che non poté realizzarsi per l’insorgere della guerra civile e la morte dello stesso Massimiliano, giustiziato dai repubblicani alla soglia dei 35 anni.

Tra gli oggetti più curiosi che si potranno vedere in mostra ci sono una statuetta della dea Tauret del periodo tardo in diaspro rosso, un amuleto con quattro occhi di Udjat datato al 1000–600 a.C. in faience smaltata verde acqua, la statua-cubo di Anch-takelot rannicchiato in diorite del 680-650 a.C.; tra quelli più preziosi, una piccola statuetta di Osiride in oro massiccio del IX/VIII secolo a.C. e un pendente a forma di uccello Ba in volo del IV-III secolo a.C. in oro, lapislazzuli e turchesi.
Questi, insieme agli oltre duemila pezzi appartenuti all’arciduca, fanno ora parte della Collezione egizio-orientale del Kunsthistorisches Museum dove giunsero tra il 1882 e il 1883, a seguito dell’inclusione di Miramare nella rete delle residenze imperiali austriache amministrate direttamente da Vienna. Dal 1891 sono esposti nella sezione Egitto e Vicino Oriente del museo.
Alle Scuderie di Miramare verrà ricordato il viaggio di Massimiliano nel 1855 lungo il Nilo e al sito di El Giza con la sua ascesa sulla piramide di Cheope, ci saranno le guide dell’Egitto di allora con i luoghi di interesse archeologico che si potevano visitare, le immagini della residenza costruita sul mare con le opere egizie inserite quali elementi d’arredo come nel caso dei due vasi canopi, un tempo esposti nella biblioteca insieme alla statua di Anch-takelot.
Insieme ai prestiti viennesi e ad alcune opere della collezione di Miramare, saranno esposti quindi reperti provenienti dal Civico Museo d’Antichità J. J. Winckelmann di Trieste la cui raccolta si lega all’intenso traffico commerciale del porto triestino sin dall’istituzione del Porto Franco e alla passione per il collezionismo di tanti importanti personaggi triestini.
Dalla collezione di oltre mille reperti d’arte egizia del museo triestino sono state scelte la mummia del sacerdote Pa-sen-en-hor, incensatore del tempio di Amon, donata con il suo sarcofago e involucro funerario al Civico Museo Zoologico di Trieste nella seconda metà dell’Ottocento da due mercanti greci residenti in città, e altre preziose testimonianze dei vari aspetti della vita e delle usanze funebri dell’Antico Egitto.
La mostra, ideata da Andreina Contessa, già direttrice di Miramare, è organizzata dal Museo storico e Parco del Castello di Miramare con il Kunsthistorisches Museum di Vienna e con il contributo scientifico del Museo Egizio di Torino, in collaborazione con il Comune di Trieste, il sostegno di PromoTurismo FVG e in sinergia con CoopCulture e MondoMostre.
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