Cronologia della guerre balcaniche con la fine di un’utopia
Dal 15 marzo 1941 al 26 dicembre 2015. Settantacinque anni di storia raccontati anno per anno e quasi giorno per giorno in una cronologia che è il diario «dell’ esistenza travagliata di più generazioni che hanno visto e provato sulla loro pelle due conflitti spaventosi e due dopoguerra sbagliati». Lo dice Luca Leone introducendo il libro di Bruno Maran «Dalla Jugoslavia alle repubbliche indipendenti» ovvero «Cronaca postuma di un’utopia assassinata e delle guerre fratricide» (Infinito Edizioni, pagg. 405, Euro 19,00), poderoso volume (con prefazione di Riccardo Noury , portavoce di Amnesty International) che segue passo passo l’evoluzione di quello che era il Regno di Jugoslavia a partire dallo scoppio della seconda guerra mondiale e fino ai nostri giorni. La parte più corposa della cronologia va però dagli anni della dissoluzione della Jugoslavia in poi, con la dettagliata cronistoria delle guerre balcaniche «densa di avvenimenti tragici», nota l’autore, che si rammarica di non aver trovato un “perché” a queste «situazioni storiche», a quanto accaduto. Il libro traccia una mappa cronologica dettagliata degli avvenimenti, dai singoli scontri e battaglie, alle operazioni militari, agli avvenimenti diplomatici. E fa certamente impressione, ad esempio, seguire passo l’inizio del disfacimento della Jugoslavia, dalla guerra separatista in Slovenia, la “Guerra dei dieci giorni” che provocò «la morte di 74 soldati» e 280 feriti, al contemporaneo scoppio della guerra serbo-croata, quando ancora il 14 luglio del 1991 il ministro degli esteri De Michelis affermava che: «La guerra in Jugoslavia è una montatura dei giornali, i nostri monitor sul posto, gli unici attendibili, ci dicono che non c’è». È solo uno dei tantissimi aneddoti di questo libro da leggere d’un fiato che termina appunto il 26 dicembre del 2015 con la cronaca di uno sventato attacco da parte di «estremisti vicini all’Isis» a Sarajevo. «Il terrore di oggi - termina l’autore - è l’Islam, ma alla fine ogni stagione ne ha uno...».
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