Da Argentina e Iran per il festival Tact

Stasera la parata per le vie cittadine, poi sette giornate tra teatro, danza, concerti

TRIESTE. Ha i numeri, i titoli, gli eventi di un vero e proprio festival la nuova edizione di Tact, manifestazione che per il quinto anno consecutivo il Cut (Centro universitario teatrale) organizza a Trieste, a cominciare da questa sera. Nelle forme tipiche dello spettacolo di strada, un'animata parata teatrale, l’ArtPride, si snoderà lungo le vie cittadine, a partire da piazza Vittorio Veneto (ore 19). Sarà per attori, musicisti, acrobati, danzatori e pittori, un modo per dichiarare orgogliosamente la scelta che li fa percorrere le strade dell'arte dal vivo, i territori dello spettacolo.

Appare davvero intenso l'impegno del Cut, quest'anno, nello squadernare un calendario internazionale di larga portata: sette fitte giornate tra domani e sabato 26, nelle due sale messe a disposizione dal Teatro Sloveno, in via Petronio, con ospitalità e partecipazioni che vanno da Irlanda a Russia, da Lituania a Spagna. E scavalcando gli oceani, anche da India, Iran, Argentina.

Il gruppo Subsuelo Teatro arriva ad esempio da Buenos Aires e si concentra su una remota superstizione per il numero 35. Atavico pregiudizio, che però mette in serio imbarazzo i quattro personaggi in gara tra loro per un posto vacante ("Piso 35" è in programma martedì 22). Come se fosse un mito occidentale, gli iraniani di Carbon Theatre provano invece a raccontare le vicende del conquistatore persiano del XVII secolo Nader Shah Afsar, soprannominato "il Napoleone asiatico", il "secondo Carlo Magno", che al ritorno da una campagna militare accusò il figlio di tradimento e ne ordinò l'accecamento ("Darkness", giovedì 24). Proprio come nelle tragedie shakespeariane.

In Tact 2018 trovano spazio anche titoli più familiari. Marina Shimanskaya è un'attrice e pedagoga russa che utilizza il metodo Stanislavskij per rileggere "L'ispettore generale" di Gogol (venerdì 25). Mentre un "Giardino dei ciliegi" di Cechov in formato molto giovane, verrà proposto da Studija Project, gruppo di attori formati dalle più quotate accademie di Mosca (sabato 26). Chi si chiedesse come si fa a trasformare in teatro il versante erotico del "Satyricon" di Petronio, troverà negli svizzeri del Groupe de Theatre Antique, adeguate risposte (il 24) .

Ma sono soltanto suggerimenti, perché il calendario accoglie pure produzioni italiane (“Canticopera" di Marco Finelli è tratto da un monologo di Annibale Ruccello), appuntamenti di danza (da segnalare almeno Marco Chenevier, con "Quintetto", il 23) e numerosi concerti. Inoltre, sette workshop formativi affidati a sette registe, una mostra fotografica, uno slam di poesia: tre minuti per presentare dal vivo, in palcoscenico, una composizione (il 26).

In una sezione del programma gli organizzatori del Cut offrono anche una panoramica sul proprio lavoro: dai corsi realizzati in collaborazione con il Teatro degli Sterpi (la "maratona" dei 5 spettacoli comincia oggi, ore 11) alle nuove produzioni. Come "Mary Rose", che Diana Hoebel ha tratto dall'omonima opera di James Barrie, l'autore di Peter Pan (il 22). Presentati in lingua originale, tutti gli spettacoli stranieri saranno sopratitolati in italiano e in inglese.

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