Ecco l’Ep “Hai paura del buio” della band Sindrome di Ma

Da “Una vita in quarantena” – il titolo del precedente singolo – alla comfort zone di “Come in una bolla” , contenuto nel nuovo lavoro. È uscito il primo Ep della della band triestina “Sindrome di MA” che ne rappresenta l’evoluzione verso l’indie rock. «Riteniamo sia il primo vero banco di prova dopo una serie di singoli, ognuno dei quali ha avuto un po’una storia a sé. Stavolta – spiegano i 4 componenti del gruppo – abbiamo dovuto mantenere una prospettiva più ampia, come se componessimo un puzzle. S’intitola “Hai paura del buio” perché realizzare un Ep è un po’come fare un salto nel buio».
La paura è il comune denominatore dei cinque brani. «Quella del buio l’abbiamo avuta quasi tutti da piccoli. Il buio è parte delle nostre vite. La nostra routine è costruita su ripetizioni che ci fanno sentire al sicuro: affrontare il buio significa mettersi in gioco».
L’Ep segue il singolo apripista “Piango se non pogo” pubblicato l’1 aprile, rivisitazione di uno dei primissimi brani, riletto con nuove tinte strumentali. «Siamo contenti di guardare per un attimo al passato e pensare all’evoluzione compiuta, in particolare per ciò che concerne cura del suono e realizzazione dei video. Ogni elemento è interamente autoprodotto: questo comporta molta più fatica, ma ripaga con altrettanta soddisfazione».
La clip – le cui riprese hanno coinvolto l’intera band – è il racconto di un ritorno a casa, quando la festa è finita e sei già proiettato al giorno dopo. «Ma parla anche di esperienze sfuggite: per paura, perché ci si è trovati nel posto giusto al momento sbagliato o forse per la combinazione di tutti questi fattori. Poterle solo ascoltare attraverso il racconto degli altri provoca ulteriore frustrazione e rammarico». “Come in una bolla” descrive la sensazione che pervade quando ci si ripara all’interno di un’abitudine. Ma stare all’interno di una bolla non presuppone solo notizie positive: fuori c’è un mondo intero». Il video è il prodotto di una collaborazione con varie attività locali. «Un modo di fare rete - spiegano -. La protagonista passa da stati di euforia ad altri di alienazione». Il video di “Guerra dei mondi” è stato girato in un Rossetti che si sta riempiendo: «L’atmosfera del teatro è speciale: calcarne il palco ti permette di capirne la grandezza e di accorciare, anche se temporaneamente, la distanza sperimentata da spettatore. L’elemento disturbante sembra emergere in mezzo alla moltitudine di posti vuoti delle prime file». —
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