Gabbani a Majano: «Mi piace vincere solo quando arrivo al cuore della gente»

l’intervista
Alex Pessotto
«Era la prima volta che vedevo la Barcolana. E poi c’era tantissima gente in piazza Unità. Ecco, ricordo quel concerto a Trieste per questi due motivi. È stato l’ultimo del tour 2017 che non potevo chiudere meglio. E ora mi fa molto piacere che la prima data di questo nuovo tour, arrivato un po’ in corsa, sia proprio in Friuli Venezia Giulia».
A parlare è Francesco Gabbani, protagonista con “Insolito acustico” dell’apertura del 60.mo Festival di Majano, dove, domenica 26 luglio, alle 21.30, sarà sul palco dell’Area Concerti. I biglietti sono ancora in vendita sul circuito Ticketone (ma per altre info si può andare sul sito www.azalea.it). Oltre al vincitore di Sanremo 2017, la kermesse ha poi invitato Blood Brothers: The Bruce Springsteen Show (30 luglio), mentre, in agosto, Vasco History Band (il primo), Nek (l’11), Banco del Mutuo Soccorso (il 14).
È più la voglia di ripartire o l’ansia per doverlo fare dopo il blocco?
«Prevale la voglia - risponde Gabbani -. In fondo, sono stato io a desiderare questi appuntamenti, per quanto ridimensionati, a partire dal numero di presenze, peraltro distanziate. Ma non dobbiamo fermarci del tutto. Occorre invece dare un segno di continuità, di condivisione: è giusto anche nei confronti di chi lavora nel mondo dello spettacolo. La musica dal vivo, infatti, non ha nulla a che vedere con quella che io e i miei colleghi abbiamo fatto nei mesi precedenti, con proposte online: la dimensione di un concerto non è mai replicabile, e permette di cavalcare la voglia di ricominciare. Quanto è accaduto ci fa comprendere che, a vivere la situazione, siamo tutti assieme».
D’accordo, ma il distanziamento, le mascherine ci fanno sentire divisi…
« La mascherina la vedo come una forma di rispetto. Invece, mi ha spaventato la forza delle istituzioni di creare dei limiti di spazio, di impedire gli spostamenti da regione a regione. È stato davvero inquietante ma ci ha messo di fronte alla realtà. Quando alla normalità faremo ritorno avremo compreso l’importanza della condivisione».
Non le sembra che le norme siano troppo restrittive?
«Se così è stato deciso un motivo ci sarà. Senza allarmismi, dobbiamo essere consapevoli di ciò che è accaduto e del fatto che, se lo sottovalutassimo, il virus potrebbe espandersi di nuovo».
Cosa presenterà, a Majano?
« Ovviamente i miei successi e altre canzoni tratte dai miei album, raccontando la mia evoluzione artistica in base alle uscite discografiche. Ma se i miei concerti in quanto a sonorità sono sempre stati un mix tra il rock, l’elettronica e il pop, con sonorità anche molto aggressive, a Majano utilizzeremo strumenti acustici. Ho scelto per la prima volta di intraprendere questa strada perché, con le norme restrittive, ho pensato a una dimensione degli eventi più intima più raccolta».
Dove e con chi andrà in vacanza?
«Per le classiche vacanze ferragostane, non andrò da nessuna parte, facendo concerti qua e là. Piuttosto, se riuscirò a concedermi qualche giorno di riposo, a settembre andrò in montagna, di cui sono appassionato. Sceglierò le Dolomiti. Sicuramente, con me ci sarà Giulia, la mia compagna, e poi, se dovessero unirsi altri come mio fratello e gli amici più stretti, ben venga».
Lei a Sanremo, nel 2016 ha vinto tra le Nuove proposte, l’anno dopo nella categoria Campioni e, nel 2020, con “Viceversa” è giunto secondo. La sua è una natura competitiva?
«Sì, ma soltanto con me stesso. Per esempio, faccio sport, ma l’unico dove c’è una competizione è il tennis. Per il resto, invece, la competizione non fa parte del mio modo di essere, pur avendo partecipato al festival. Quest’anno, in particolare, volevo unicamente portare al pubblico la mia musica, mostrare che può essere differente da “Occidentali’s Karma” e “Amen”. Lo dico senza ipocrisia: vincere di nuovo non mi interessava; se fossi arrivato primo sarei risultato forse più antipatico. Ma il brano è andato bene, è arrivato al cuore delle persone. È questo ciò che conta». —
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