Gli animali della Cracking art pacifica invasione di “riciclati”
arte provocatoria
Classico, etico o morale, tutti si sono trovati ad affrontare qualche dilemma. Se, talvolta, le scelte producono conseguenze rovinose, in altri casi le decisioni si rivelano premianti. Alcuni dilemmi hanno provocato persino cambiamenti epocali nella società, nella storia, nelle arti. Si pensi a Fromm, letto e interiorizzato anche da chi non subiva il fascino di certe teorie marxiste. In “Avere o essere?”, indicate come due inconciliabili modalità, il filosofo tedesco si chiedeva cosa fosse l’uomo: un prodotto del mero profitto, animato da logiche esclusivamente economiche, o piuttosto un essere umano emozionabile, autonomo, libero di scegliere l’arricchimento interiore? E Shakespeare, non affidava forse al suo Amleto, il più drammatico dubbio letterario? “Essere o non essere...”.
Anche nell’arte contemporanea esistono dilemmi più o meno irrisolti, fonte inesauribile di stimoli per nuove espressioni creative, di cui la Cracking Art è straordinario esempio. Una forma artistica non più basata sul consenso dei singoli critici, ma sull’accoglienza favorevole da parte del ‘popolo’, una new wave generata proprio da un dilemma: naturale, o artificiale? “Cracking” è il processo che trasforma il petrolio in nafta vergine, base per molti prodotti di sintesi, come la plastica. “Cracking” converte il naturale in artificiale, l’organico in sintetico.
Questo dualismo è all’origine delle incredibili sculture in resina colorata (ecco l’artificialità) che rappresentano animali (ed ecco la naturalità) come lupo, rana, coccodrillo, chiocciola, pinguino, delfino, tartaruga, di dimensioni da piccole a giganti, installate nelle più note piazze del mondo (da Milano, a Dubai, da Calais a Cleveland, da Mosca a New York). Nel 2015 le rane galleggiavano nel Canale di Ponterosso.
Cracking Art nasce grazie all’ideologo piemontese Omar Ronda, scomparso l’anno scorso, che aveva “invaso” una biennale di Venezia con una miriade di tartarughe di plastica. William Sweetlowe, Renzo Nucara, Marco Veronese, Alex Angi, Carlo Rizzetti, Kicco sono attualmente i 6 componenti del movimento.
Le installazioni urbane firmate Cracking Art, sono meditate “Invasioni” pacifiche in cui animali decisamente fuori scala si insinuano in ambienti, piazze, monumenti, avviando una stretta relazione con lo spazio artistico ospitante. Queste opere, certificate, catalogate e realizzate in tirature limitate, mirano ad attirare l’attenzione sull’impatto ambientale del riciclo. Rigenerare la plastica significa sottrarla alla distruzione tossica, rovinosa per l’ambiente e animarla, trasformandola in opere d’arte attraverso un linguaggio estetico innovativo. Il movimento culturale oggi contribuisce anche alla raccolta fondi per il restauro di monumenti, opere d’arte e per progetti sociali e culturali particolarmente meritevoli. —
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