Gorizia celebra Macedonio il suo nome al Ridotto del Verdi

GORIZIA. A Francesco Macedonio, Gorizia tributa oggi un più di un omaggio. Il Ridotto del Verdi sarà a lui intitolato: ciò alle 18, in una cerimonia, naturalmente in teatro, cui prenderanno parte il sindaco del capoluogo isontino, Ettore Romoli, il presidente della Fondazione Carigo, Gianluigi Chiozza, la moglie del regista scomparso proprio a Gorizia il primo aprile di quest’anno, signora Silva, l’attrice Ariella Reggio. A seguire sarà anche presentato il libro “Cesco e il suo teatro. Gli amici raccontano Francesco Macedonio”. Curato dal giornalista Alex Pessotto, tale libro, di 96 pagine, ne ripercorre la vita e l’opera attraverso ricordi e testimonianze di coloro che ben hanno conosciuto il regista. “Cesco e il suo teatro”, nello specifico, è formato da contributi di Sergio Altieri, Livia Amabilino, Nereo Battello, Guido Botteri, Mario Brancati, Riccardo Canali, Vito Dalò, Ruggero Dipiazza, Franco Dugo, Italo Facchinello, Mauro Fontanini, Massimiliano Forza, Andrea Germani, Claudio Grisancich, Francesco Imbimbo, Igor Komel, Giuseppe O. Longo, Marisa Mazzoni, Fulvio Monai, Ariella Reggio, Maria Angiola Restaino, Anna Rossi, Pierluigi Sabatti, Gianfranco Saletta, Antonio Scarano, Joško Vetrih. Completano il libro, nato da un’idea di Mario Brancati, realizzato con il sostegno della Fondazione Carigo e corredato da un ricco numero di immagini, la biografia del regista, scritta da Alex Pessotto, un inquadramento, scritto dal giornalista de “Il Piccolo” Roberto Covaz, del fermento culturale che animava Gorizia negli anni in cui Cesco (come tutti o quasi lo chiamavano) si è trovato a operare, e un ricordo di suo padre scritto da Andrea Macedonio. Editrice è l’associazione Collettivo Terzo Teatro che, prima che maturasse l’idea del libro, già aveva deciso di intitolare la più prestigiosa delle sue rassegne, il festival Castello di Gorizia, giunto all’edizione numero 24, proprio a Francesco Macedonio: tale rassegna è attualmente in corso e, ad esempio, sabato 8 novembre, alle 20.30, al Kulturni dom di Gorizia, proporrà “The Sisters” (spettacolo tratto da “Sister Act”).
Nel ripercorrere la vicenda umana e artistica di Macedonio, il libro presta particolare attenzione ai suoi esordi nel capoluogo isontino fra gli anni Cinquanta e Sessanta (con le fondamentali esperienze della “Compagnia dei Giovani dell’Unione ginnastica goriziana” e del “Piccolo Teatro Città di Gorizia”) senza tralasciare le regie per la Cooperativa Nuova Scena di Bologna, per il Dramma Italiano di Fiume, per il Teatro Stabile del Friuli Venezia Giulia e, certo, per La Contrada di Trieste, di cui è stato, nel 1976, uno dei fondatori (assieme a Orazio Bobbio, Ariella Reggio e Lidia Braico) e, per 38 anni, cioè fino alla sua scomparsa, il direttore artistico. Proprio per La Contrada Macedonio ha inscenato quei capolavori che ne costituiscono indimenticabili successi come, ad esempio, le Due paia di calze di seta di Vienna, ormai appartenenti alla storia del nostro teatro e alla nostra identità. Sempre per oggi, alle 20.45, e sempre al Teatro Verdi di Gorizia, è poi in programma, fuori abbonamento, “Sissi a Miramar” (di Alessandro Fullin), con Ariella Reggio e lo stesso Alessandro Fullin. La regia è di Alessandro Marinuzzi. La produzione è firmata proprio da La Contrada- Teatro Stabile di Trieste, di cui “Sissi a Miramar” ha recentemente aperto la stagione.
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