Guida sentimentale all’isola di Kos

Ci sono luoghi che segnano una vita: regioni, città, territori che pur lontani dalle proprie origini possono diventare terra d’elezione, rifugio o vero e proprio paradiso. Ed è così - il suo...

Ci sono luoghi che segnano una vita: regioni, città, territori che pur lontani dalle proprie origini possono diventare terra d’elezione, rifugio o vero e proprio paradiso. Ed è così - il suo paradiso - che Diego Zandel definisce l’isola di Kos, la terza isola più grande del Dodecanneso, possedimento italiano dal 1912 al 1947, che lui scoprì la prima volta nel 1969, e dove da allora continua a tornare. Ora Zandel, nato un in campo profughi nel ’48 da genitori fiumani esuli, in questo suo “Manuale sentimentale dell’Isola di Kos” (Oltre Edizioni, pagg. 355, euro 16,00) illustra e racconta la “sua” isola in un libro che è a un tempo guida, reportage, racconto storico. Ma che è soprattutto un canto d’amore per Anna, la donna, originaria dell’isola, che Zandel ha amato per quarant’anni e che oggi non c’è più .

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