In tempi di crisi i classici ci fanno capire meglio il presente dagli eroi greci a Shakespeare

In tempi di crisi e incertezze, più che alle paure, vale la pena affidarsi ai pensieri, alle riflessioni profonde sui valori della vita e del tempo, sul senso delle emozioni e sui perché delle nostre scelte. Tornare ai classici. E rileggere i miti, attorno a cui è stata costruita una sapienza che ha ancora spessore e forza di attualità. Un libro esemplare è “Achille Odisseo, la ferocia e l’inganno”, di Marco Nucci (Einaudi, pagg. 232, euro 15,20). Sono i ritratti lucidi e, per certi versi inconsueti, di due degli eroi che hanno segnato la nostra formazione già dai tempi della scuola e definito gli archetipi di due diversi tipi di umanità. Achille è guerriero, la potenza in combattimento, l’audacia, l’ebbrezza del presente eroico. Ma è anche la dolcezza e l’amarezza dell’amore, la forza dell’amicizia, la malinconia del tempo, il lutto per la morte di Patroclo, la tensione tra l’immortalità fuori dai rischi e il pericolo della battaglia comunque necessaria. Ulisse, invece, è l’intelligenza e la dissimulazione, la capacità del racconto e la nostalgia, il senso dell’essenzialità del viaggio e della scoperta, l’amore di casa e di famiglia e il rovello della ricerca della conoscenza, il ritorno e la ripartenza. L’ansia del futuro, dunque la sfida al tempo. L’esperienza del dolore è, per entrambi, così come per tutti noi, la strada impervia attraverso cui arrivare a alla consapevolezza della propria fragilità personale e dunque alla forza dell’umanità.
Sono pensieri di cui s’avverte l’eco anche nelle pagine di “Breviario per un tempo confuso” di Corrado Augias, (Einaudi, pagg. 200, euro 20). Breviario, appunto, accompagnamento nel tempo, ricco di spunti per una vera e propria preghiera laica che si ferma sui temi dell’etica e del senso della vita, sulla storia e sulla morte, sulle relazioni tra memoria e cambiamento. Augias è uomo di solide letture e affilata capacità di divulgazione. Ragiona su Petrarca e Machiavelli, sui valori dei Risorgimento e sui temi della controversa attualità. E prende a riferimento due delle migliori intelligenze dell’Europa moderna, Michel de Montaigne e Baruch Spinoza, la profondità del senso religioso dell’esistenza e l’abitudine, comunque, alla riflessione critica. Con un gusto vigile per la conoscenza storica: “La memoria del passato serve a mettere i fatti in prospettiva, tracciare un percorso, individuare le cause e i loro effetti, fornire, quando è possibile, un punto di orientamento”.
Ecco una parola chiave: orientamento. Viene in mente leggendo “La tredicesima cattedra” di Franco Cordero, pubblicato da La nave di Teseo (pagg. 364, euro 20) poco dopo la morte dell’autore. Giurista sapiente e originale, polemista tagliente, Cordero è stato sempre capace di tenere insieme la coscienza storica con il gusto dell’attualità. E proprio questo libro ne è l’ennesima riprova. Parte dall’oscurantismo del Seicento, guarda con forza critica le analoghe ombre di oggi. Discute le posizioni di filosofi, da Platone a Leibnitz e a Wittgenstein. E insiste sul valore profondo del dover essere una persona morale.
Di quale trama, dunque, sono intessuti i mestieri intellettuali? Di quanti conflitti si nutrono e quanti altri, fecondi, ne aprono? Alcune risposte, quanto mai stimolanti, si ritrovano in “Voltaire contro Shakespeare” di Mara Fazio, Laterza (pagg. 212, euro 19), rilettura di una delle più intense stagioni di cambiamento della cultura europea. Il “secolo dei Lumi” è all’apice, la “Dea Ragione” pretende di cambiare il mondo, prima di inciampare nei conflitti e nelle ambivalente della Rivoluzione francese. Ma proprio in quel tempo così ricco di stimoli, fa irruzione l’eredità di un’altra tempesta intellettuale, quella aperta dalle opere di Shakespeare, già un secolo e mezzo prima. Le passioni e le controversie dell’animo umano svelano ombre e piaceri che la razionalità non riesce a comprendere né a contenere. Voltaire ne manifesta un grande fastidio, critica il “barbaro”. Ma il teatro shakespeariano sopravvive e trionfa. Ispira il Romanticismo. E ci parla ancora. La ragione, però, può continuare a combattere. —
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