Ivica Buljan porta “Il Capitale” agli attori dell’Ecole des Maîtres

UDINE. Sarà il regista croato Ivica Buljan, direttore artistico per la prosa del Teatro Nazionale di Zagabria, maestro di fama formatosi in seno alle avanguardie culturali della ex Jugoslavia e molto attivo in Francia, a dirigere quest’anno la 24ª “École des maîtres”, il corso internazionale itinerante di perfezionamento teatrale promosso dal Css-Teatro Stabile di Innovazione del Friuli Venezia Giulia, in partership con una serie di centri europei (Belgio, Portogallo, Francia, Croazia), ai quali si aggiunge per il 2015 la “new entry” Croazia. La nuova edizione del workshop, sul tema del “Capitale”, che coinvolgerà venti attori tra i 20 e i 34 anni dai cinque paesi partner, nelle due sedi di Udine (16-27 agosto) e Zagabria (29 agosto-8 settembre), è stata presentata ieri a Udine dal Css con il presidente Alberto Bevilacqua e Rita Maffei della direzione artistica, e dallo stesso protagonista Ivica Buljan. È intervenuta anche la presidente della Regione Debora Serracchiani, che già da tre edizioni a questa parte non si perde il “calcio d’inizio” dell’école, convinta dell’importanza dell’iniziativa. «È la fotografia di quello che può essere l’Europa se si mette a fare l’Europa seriamente – ha detto la governatrice –, legando culture diverse e mettendo insieme professionalità di tanti Paesi. L’Europa non è solo il luogo chiuso che vuole alzare muri – ha proseguito –, ma è anche quel luogo aperto che vuole mettere insieme le intelligenze, per essere più forte nel contesto globale». Il maestro Buljan ha spiegato di aver voluto porre il “Capitale” al centro del Laboratorio perché «è diventato un argomento tabù, ormai escluso dai dibattiti televisivi, dalle università, dalle scuole, ancor più nei Paesi ex comunisti, ma non solo». Contro la rimozione di un tema che, invece, è cruciale per le sorti del mondo contemporaneo e della futura umanità, il regista si interrogherà con gli allievi attori proprio sul «perché ci siano differenze sociali sempre più marcate e diseguaglianze crescenti nel mondo». Non per dare risposte (in quanto il teatro pone domande, ha chiarito), ma per stimolare discussione e riflessione «usando da un lato i pensieri dei grandi filosofi, e dall’altro i materiali teatrali, e muovendosi sulle orme di altri maestri che s’interrogarono proprio su questi temi, come Julian Beck a Pier Paolo Pasolini, che sono stati i punti di riferimento della mia formazione».
La scelta tematica di Ivica Buljan, viene considerata «di estrema attualità» da parte della presidente Serracchiani, che proprio in questo periodo sta leggendo “Il capitale nel XXI secolo” dell’economista Thomas Piketty. «Il capitale – ha detto - è centrale rispetto a che sta succedendo al sistema europeo, basti pensare a ciò ch Grecia in queste ore». Un altro aspetto interessante, ha affermato Serracchiani, è che Buljan voglia sviluppare nel workshop la storia di Pier Paolo Pasolini. «Nel quarantennale della morte del grande poeta e cineasta di questa terra – ha sottolineato – la parte finale del workshop potrebbe inserirsi nell’ambito degli eventi per la commemorazione».
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