La fisica “ripescata” dagli scantinati e i ragazzi del liceo come Cicerone

All’Oberdan esposizione aperta al pubblico fino al 26 ottobre. Otto le conferenze ad hoc

TRIESTE Dalla macchina di Atwood al tubo di Newton, dall’apparecchio di Gravesande alla pistola di Volta: sono alcuni degli antichi strumenti “ripescati” da scantinati, vecchie aule e bacheche del liceo Oberdan, che grazie a un progetto di alternanza scuola-lavoro sono stati recuperati, ripuliti e catalogati dagli studenti, guidati dai docenti e dal tutor Pierandrea Melfi, curatore del museo Traversi di Venezia, per poi essere esposti in una mostra.

S’intitola “La fisica ritrovata” e nasce dall’idea di creare una specie di capsula del tempo, un gabinetto di Fisica dei primi del Novecento. Da oggi al 26 ottobre, dal lunedì al venerdì (9-12 e 15-18), l’esposizione, ospitata nella sede dell’Oberdan di via Veronese sarà aperta al pubblico e alle scuole con ingresso gratuito: gli studenti che partecipano al progetto faranno da Cicerone.

«Gli strumenti in mostra sono una selezione appartenente alla collezione del laboratorio di Fisica dell’istituto - spiega Donatella Ferrati, docente di Matematica e Fisica referente del progetto -: molti risalgono alla seconda metà del 1800 e sono ancora perfettamente funzionanti. Da questa mostra nascerà un futuro piccolo Museo della fisica». L’esposizione è organizzata con il patrocinio di Esof 2020 e sarà affiancata da un calendario di otto conferenze scientifiche aperte al pubblico. La prima è in agenda mercoledì 25 ottobre dalle 17, avrà come relatore il rettore dell’Università di Trieste Maurizio Fermeglia e tratterà il tema “La grande sfida dell’energia. Come evitare la tempesta perfetta”. Per tutte le informazioni e il calendario completo delle conferenze consultare il sito www.liceo-oberdan.gov.it. 

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