Il cabaret visionario e imprevedibile di U!-Bu? arriva ad Hangar

Il Teatro Matita firma lo spettacolo tratto dal racconto del 1896 del francese Alfred Jarry

Annalisa Perini
Il cabaret di U!Bu? arriva ad Hangar
Il cabaret di U!Bu? arriva ad Hangar

Con pochi elementi scenici, tra cui scopini da toilette, pupazzi, strumenti musicali, tre natiche e due pance e ispirandosi all’’”Ubu re”, opera teatrale del 1896 del poeta, drammaturgo e scrittore francese Alfred Jarry, cinque artisti costruiscono oggi un cabaret visionario, irriverente e imprevedibile, attraversando il comico e il perturbante.

Questa sera alle 20.30 il Teatro Matita porta sul palcoscenico di Hangar Teatri il suo “U!-Bu?”, coprodotto con Cankarjev dom e il Teatro delle Marionette di Lubiana. Matija Solce, regista di marionette, attore, burattinaio e musicista, premiato a livello internazionale e con un dottorato di ricerca all’Accademia Damu di Praga, firma anche le musiche e la co-autorialità dello spettacolo. Sarà in scena assieme a Filip Šebšajevič, Tines Špik, Miha Arh e Miha Razdrih. Il testo di Alfred Jarry (1873-1907) è considerato una pietra miliare del teatro dell’assurdo e anticipatore del surrealismo. Mescolando farsa, parodia e umorismo irriverente l’autore metteva in discussione le convenzioni sociali e i simboli del potere. “A distanza di oltre un secolo la figura di Re Ubu conserva intatta la sua forza dissacrante – sottolinea Solce – E’ un personaggio amorale, avido e folle che tanto più continua a rispecchiare un mondo, il nostro, popolato da sedicenti “re” incapaci di sottrarsi alla brama di potere. L’opera di Jarry rappresentava una critica al potere, ma anche una nuova forma di teatro e di espressione. La dimensione grottesca del testo, nella nostra epoca in cui la realtà è già di per sé piena di elementi assurdi e grotteschi, va amplificata in scena per poter essere davvero urticante e provocatoria. E noi lo facciamo”. L’abbattere la quarta parete, l'effetto alienazione e un’animazione ritmica precisa sono alcuni dei principi fondamentali del “teatro dei punti illusori” di Matija Solce. “E’ una forma intermediale che usa il teatro dei burattini, il teatro drammatico, degli oggetti e della trasformazione – continua l’autore e regista – e così siamo attori, musicisti, artisti visuali e burattinai. Dell’”Ubu Re” teniamo dei motivi, frammentandone la trama che si trasforma in un’esperienza fatta di suoni, musica, rumori, gesti e sillabe.

Le parole si scompongono e si ricompongono attraverso latrati, sinfonie di peti ed esecuzioni corali, dando vita a una partitura scenica”. La messa in scena è fisicamente provocatoria, ma, soprattutto, non risparmia nessun bersaglio. Pure gli interpreti diventano parte di una satira capace di rivolgersi anche contro se stessa. È consigliata la prenotazione a biglietteria@hangarteatri.it o al numero +39 3520659043. Prevendita possibile su liveticket.it/hangarteatri.

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