L’Italia fa il pieno di film a Venezia da Sorrentino a Mario Martone

Cinque titoli italiani in Concorso, mai così tanti nella lunga e prestigiosa storia della Mostra del Cinema di Venezia. “Fotografia di un momento di grazia del nostro cinema” – ha commentato il Direttore Alberto Barbera, presentando ieri in diretta streaming la 78° edizione della kermesse che si svolgerà dall’1 all’11 settembre, come di consueto al Lido di Venezia.
A rappresentare l’Italia in Concorso ci penseranno Paolo Sorrentino con “E’ stata la mano di Dio”, Mario Martone con “Qui rido io”, i fratelli D’Innocenzo con il thriller “America Latina”, Michelangelo Frammartino con “Il buco”, pellicola che narra una straordinaria impresa italiana di speleologia, e Gabriele Mainetti con “Freak Out”, a sei anni da quel successo che è stato “Lo chiamavano Jeeg Robot”.
Ma, il cinema italiano sarà protagonista anche delle restanti sezioni del festival, a partire da Orizzonti e da Orizzonti Extra, dove sarà possibile vedere in anteprima la Trieste che fa da sfondo a “La ragazza ha volato” di Wilma Labate, storia di Nadia, un’adolescente “scomoda” che vive a Trieste, città di confine tra tante culture, in cui cresce coltivando una solitudine da cui uscirà in modo inatteso. Non l’unico squarcio di Trieste in questa edizione. Un frammento di costa, la Costa dei Barbari, sarà infatti l’assoluta protagonista di “Freikörperkultur” di Alba Zari, uno dei sette cortometraggi che concorreranno all’interno della Sic, la Settimana Internazionale della Critica.
Non solo Italia, naturalmente, in quello che è uno dei più importanti festival cinematografici al mondo. I film provengono da quasi sessanta Paesi e ci sarà un ritorno in forza delle major americane, con una conseguente pioggia di star. Covid permettendo, ovviamente, grazie ad un protocollo che nella passata edizione sembra aver funzionato, a cui quest’anno si aggiunge la novità del Green Pass, necessario per accedere a proiezioni e incontri, che dovrebbe garantire una ancor maggiore sicurezza. Quanto ai temi, nei film selezionati ci sono alcune ricorrenze. La violenza di genere, innanzitutto, e un’attenzione al femminile e alla maternità. L’idea di una lotta, che gli uomini sembrano non poter più sostenere, affidata alle donne e alle madri. Molto spazio anche ad un cinema politico, capace di raccontare regimi vecchi e nuovi con forza rinnovata e dirompente. L’attrice Serena Rossi sarà la madrina di questa ricchissima edizione, che si aprirà con l’atteso ritorno di Pedro Almodovar e si chiuderà con Roberto Andò e il suo “Il bambino nascosto”. Il Leone d’oro alla carriera verrà consegnato all’attrice Jamie Lee Curtiz, che porterà al lido un nuovo capitolo della saga di “Halloween”. Tra vecchio e nuovo, grandi autori e divi di Hollywood, ancora una volta il Festival di Venezia promette di essere una vetrina indimenticabile. —
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