Da Pinchas Zuckerman ai Berliner Symphoniker, i big del Lubiana Festival
Grandi concerti per l’ultimo atto dell’evento oltreconfine, in programma Brahms, Mahler e Copland

L’immenso e variegato programma della 74ma edizione del Lubiana Festival, diretto dal funambolico Darko Brlek, s’avvia verso la conclusione. Dopo le hits con “Sansone e Dalila” di Saint Saëns, il “Barbiere di Siviglia” di Rossini, la “Turandot” di Puccini, dopo i sold-out per le quattro serate del musical “Evita” e quelli dei concerti con solisti del calibro di Martha Argerich, Ettore Pagano o Sergej Krilov, il Festival propone, fino all’8 settembre, ancora tanti eventi d’altissimo livello internazionale che si terranno tutti nella grande sala del Cankarjev Dom con orario d’inizio alle 20.
Gli appuntamenti di agosto...
Ancora in agosto ne vanno segnalati, in particolare, alcuni imperdibili: lunedì 24 e martedì 25, il celebre balletto “Romeo e Giulietta” su musica composta da Sergej Prokofiev. Una importante produzione tutta spagnola con l’inedita coreografia di Asum Noales per la compagnia OtraDanza che prevede impegnata in buca l’Orchestra Sinfonica dell’Auditorio di Alicante diretta da Josep Vicent.
Il giorno seguente, mercoledì 26, una selezione molto classica ma di ascolto piuttosto raro: Sir John Eliot Gardiner e la sua nuova formazione The Constellation Orchestra and Choir (per la prima volta in Slovenia), eseguiranno “Schicksalslied” (Canto del destino, su testo di F. Hölderlin) per coro e orchestra di Johannes Brahms, seguito dalla Sinfonia n. 2 “Lobesgesang” (Inno di lode) di Felix Mendelssohn.
Giovedì 27 agosto torna Josep Vicent a capo della sua ADDA-Sinfonica di Alicante, con un programma cambiato, nella prima parte il Concerto n. 1 per violoncello di Camille Saint-Saens, solista il nostro Enrico Dindo, seguito dal Concerto per violino di Ludwig van Beethoven che vedrà impegnato il grande Pinchas Zuckerman; nella seconda parte la celeberrima Quarta Sinfonia di Pyotr Ilyich Tchaikowsky.
...e gli ultimi fuochi di settembre
Come un tripudio di fuochi d’artificio che tradizionalmente chiude ogni festa, saranno ben sei i concerti in scaletta a settembre: martedì 1, la travolgente pianista cino-americana Yuja Wang, famosa per le sue “mise”, assieme alla Mahler Chamber Orchestra diretta da Teddy Abrams suonerà il Concerto di Samuel Barber e la Suite del compositore sovietico Alexandr Naumovich Tsfasmann (1906-1971), poco conosciuto in Italia. A completare la serata saranno la “Fanfare” dal balletto “La Peri” di Paul Dukas e la Suite “Appalachian Spring” di Aaron Copland, come a dire un omaggio ai diversi mondi musicali del XX° Secolo.
Attesissimo, il 2 e 3 settembre, l’arrivo della London Symphony Orchestra col suo direttore stabile, Sir Antonio Pappano. Doppio appuntamento con due proposte musicali: mercoledì 2 il Concerto n. 3 per pianoforte di Beethoven, solista il canadese Bruce Liu vincitore nel 2021 del Premio Chopin, seguito dall’apocalittica Nona Sinfonia di Anton Bruckner; mentre giovedì 3 l’emozionate, monumentale, Seconda Sinfonia di Gustav Mahler, “Resurrezione”, che prevede anche l’esibizione del Coro Statale lituano di Kaunas e delle soliste Maria Bengsston e Noa Beinrat.
Domenica 6 i Berliner Symphoniker, diretti da Gundi Emilsson, con la pianista georgiana Katja Buniatischvili propongono una “serata super pop” con il Concerto n. 1 di Pyotr Ilyich Tchaikowsky e la Settima Sinfonia di Ludwig van Beethoven. Lunedì 7, Daniele Gatti con la sua Staatskapelle Dresden, una delle orchestre più antiche e celebrate d’Europa, proporrà la Sesta Sinfonia di Gustav Mahler.
Gran finale martedì 8 settembre: a chiusura di questa ricca edizione 2026, l’americano Robert Treviño (apprezzatissimo direttore principale della Orchestra Sinfonica Nazionale della Rai) dirige l’Orchestra del Mar Baltico con un programma a dir poco eclettico: il “Cantus Arcticus” di Einojuhani Rautavaara, un meditativo “concerto per uccelli e orchestra”, il rapsodico Concerto n. 1 per violino e orchestra di Max Bruch, eseguito dalla violinista slovena Lana Trotovsek, infine la suggestiva Quinta Sinfonia di Jean Sibelius.
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