Lubiana rende omaggio alla “Roma Aeterna” con le vestali e Cleopatra

la mostra
La grandezza di Roma è testimoniata a Lubiana, attraverso l’arte scultorea, solida, raffinata ed elegante, sviluppatasi nell’Urbe dal 1° al 18° secolo d. C. Ne dà contezza una preziosa rassegna di capolavori provenienti dalla Fondazione Dino ed Ernesta Santarelli, intitolata “Roma Aeterna” e allestita al Museo Nazionale della Slovenia di Lubiana fino al 3 novembre 2019. La mostra, inauguratasi il 2 giugno, in occasione della festa della Repubblica italiana, propone 34 pezzi – tra cui statue, busti, teste, clipei, torsi e un oggetto beneaugurale denominato oscillum – realizzati da artisti in prevalenza romani, ma anche da uno scultore ellenistico e da uno greco-romano, dal fiorentino Gregorio di Lorenzo attivo nel’400 e dalla bottega dei Gagini, dinastia di artisti di origine ticinese, poi trapiantata a Genova e in Sicilia tra il’400 e il’500. Opere esposte secondo un percorso cronologico a rappresentare le evoluzioni artistiche e stilistiche a Roma dall’antichità al barocco e a testimoniare – come afferma il nostro ambasciatore in Slovenia Paolo Trichilo – un ottimo esempio di partenariato tra settore pubblico e settore privato per la diffusione del patrimonio italiano nel mondo.
La rassegna, nata appunto da una proposta della nostra ambasciata nella capitale slovena e organizzata da quest’ultima con il Museo Nazionale e l’Istituto Italiano di Cultura di Lubiana in collaborazione con Fondazione Santarelli e Glocal Project per la cura di Daniela Ricci, consta di opere che testimoniano il grande fascino dell’arte germinata a Roma dall’antichità in poi: oggetto d’interesse e di scambio tra papi, famiglie pontificie e grandi collezionisti, particolarmente attivi tra il’500 e il’700, tra cui il cardinale veneziano Pietro Barbo, divenuto nel 1464 Papa Paolo II. La ricchissima raccolta di quest’ultimo fu per altro dispersa dal suo successore Sisto IV e in parte donata al popolo romano, costituendo così la fondazione dei Musei Capitolini, il primo museo pubblico della storia. Un atto di liberalità non lontano da quello della Fondazione Santarelli, istituita nel 2004 per favorire, sostenere e promuovere la ricerca e la divulgazione della storia dell’arte e di Roma in Italia e all’estero, con particolare riferimento alla scultura lapidea, ai marmi colorati e alla glittica, e per svolgere altre ampie attività a favore dei giovani, dell’arte e della cultura.
La vasta collezione della Fondazione rinnova ora con questa mostra una millenaria tradizione romana diffusa nell’Urbe dal Rinascimento e che risaliva a sua volta a un costume dell’aristocrazia romana di età imperiale, legato soprattutto alle esigenze di decoro e di ostentazione sociale, che prevedevano l’esposizione nelle proprie residenze di statue, per lo più d’ispirazione greca.
Nell’ampio salone dell’atrio del Museo Nazionale la bellezza incanta: tra le sculture esposte, emerge la figura di una vestale eseguita da autore romano tra il 1° e 2° secolo d. C. con il morbido e flessuoso manto d’alabastro che avvolge il corpo in bronzo dorato. Il volto presenta la bellezza principesca del’600, epoca in cui si diffuse il reimpiego di statue antiche realizzate nella preziosa pietra egiziana, reintegrate nelle mani e soprattutto nella testa come in questo caso. Del’500, opera dei Gagini, è l’etereo angelo annunciatore e poi c’è Cleopatra, a firma di un autore ellenistico del terzo quarto del 1° sec. a. C. , con gli occhi a mandorla un po’assimetrici e un aspetto vagamente inquietante; un satiro sorridente e vitale del 2° sec. d. C. , appartenente al mondo dionisiaco greco romano, e altri protagonisti del quotidiano o del pantheon romano, come il magnifico Bacco scelto per la copertina dell’accuratissimo catalogo, che accompagna la mostra con eleganza. Orario fino al 6 settembre: ogni giorno 10 – 18, giov e sab 8 – 22 / dal 1 ottobre al 3 novembre: tutti i giorni 10 – 18, giov 10 – 20). —
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