Lungo il Muro costruito dagli inglesi i “Difensori” ributtano in mare gli “Altri”

Confusion, conceptual illustration. Woman standing in a maze of large confusing blocks depicting uncertainty, confusion and crisis.
Confusion, conceptual illustration. Woman standing in a maze of large confusing blocks depicting uncertainty, confusion and crisis.

Marta Herzbruch

Ve l'immaginate un futuro (forse non troppo lontano) in cui, di nascosto da figli e nipoti, nonni e genitori guardano film d'altri tempi pieni d'immagini di spiagge assolate, di gente che si gode il mare, di bambini che costruiscono castelli di sabbia? Questo scenario è descritto da John Lancaster in "Il Muro" (traduzione di Federica Aceto, Sellerio, 2020, pp. 285, euro 16). Romanzo ambientato in Gran Bretagna in un futuro distopico, nell'era seguente il 'Cambiamento', quando - a seguito dello scioglimento dei ghiacci causato dal riscaldamento climatico globale - gran parte della terra è sommersa dalle acque. Gli inglesi hanno costruito lungo le loro coste un grande 'Muro' per arginare le acque e per proteggere il paese dalle invasioni degli 'Altri'. Se i profughi in fuga dal resto del mondo riuscissero a entrare, diverrebbero 'Aiutanti', schiavi senza diritti.

Responsabile del grande 'Cambiamento' è la generazione dei genitori, le cui scelte politiche e economiche hanno portato la terra a un passo dalla distruzione. Per questo sono disprezzati e odiati dai figli, e si consolano guardano di nascosto le foto di spiagge e surfisti, qualcosa che non conosceranno mai le future generazioni procreate dai 'Figliatori', ovvero i pochissimi che decidono nonostante tutto di mettere al mondo bambini. Lo Stato impone a tutti i giovani, sia maschi che femmine, due anni di leva sulla “Struttura Difensiva Costiera Nazionale”.

Il racconto è narrato in prima persona da Joseph Kavanagh, appena arruolato come 'Difensore' sulla costa sud occidentale. I turni di sorveglianza sono di 12 ore, giorno e notte, il primo impatto è col gran freddo e la noia, ma dopo pochi giorni sul 'Muro' Kavanagh scopre un diverso modo di vivere e amici coi quali condividerà incredibili avventure, degne di un novello Robinson Crusoe. (Non a caso parliamo di inglesi che si ritengono invincibili anche nelle condizioni più avverse, basterà ricordare ad esempio cosa riesce a fare il britannico protagonista della “Nube Purpurea” di M. P. Shiel, che si salva dalla fine del mondo passando addirittura per Trieste!).

Sarà l'ambiguo Capitano della squadra a ricordare a Kavanagh e ai suoi compagni che sono “degli eroi, che la Gran Bretagna è una nazione di eroi, che il loro eroismo appartiene alla migliore tradizione dell'eroismo britannico e che tutto lì è incredibilmente eroico”. Lancaster è noto per la sua ironia e quindi affermazioni del genere possono essere prese con le pinze. Lo scrittore inglese, nato ad Amburgo, cresciuto a Hong Kong e poi trasferitosi nel Regno Unito, ha scritto libri premiatissimi, trasformati anche in serie tv, come “The Debt to Pleasure” (che racconta la storia di un pericoloso quanto raffinato gourmet), il saggio "Why Everyone Owes Everyone and No One Can Pay" (unico libro che fa capire i meccanismi che portarono al crash finanziario del 2008), “The Capital” (2012) edito in Italia da Mondadori, ed è infine anche una brillante firma del Guardian e del London Review of Books.

In “Il Muro” John Lancaster prende una chiara posizione sui problemi ambientali, sulla questione dell'isolamento e della pretesa supremazia del Regno Unito (le allusioni alla Brexit non sono casuali) e sul dramma dell'immigrazione clandestina. Ne risulta uno scenario apocalittico e spaventevole. Lungo il 'Muro', il compito dei 'Difensori' è di ricacciare in mare gli 'Altri', sterminandoli, perché per contrappasso per ogni singolo 'Altro' che dovesse farcela a oltrepassare la barriera di cemento, un 'Difensore' verrebbe condannato ad essere espulso, mandandolo alla deriva su un barcone, verso l'ignoto nell'immensa minacciosa distesa d'acqua. Come a volerci ricordare quanto possa essere labile il confine tra gli 'Altri' e gli ipotetici 'Difensori' dello status quo. —

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