Pagine di artigianato compositivo firmate dal “ricamatore” Zoccatelli

TRIESTE
Tra Friuli Venezia Giulia e Sicilia si è creato un sodalizio creativo (e discografico) che in pochi mesi ha visto due volte il compositore Virginio Zoccatelli protagonista delle novità dell’etichetta Almendra. Se nel primo caso, con “Umanità su rotaia”, venivano percorsi i binari della memoria locale, con il secondo, “An Italian Embroiderer” (Un ricamatore italiano) si estende lo sguardo nel tempo e nello spazio, scegliendo un quintetto di fiati per abbinarlo al rinascimento, al barocco e al classicismo italiano. Il cd dell'eclettico compositore, docente al conservatorio Tartini, si propone di recuperare i valori dell’artigianato compositivo che generano “riflessioni e rifrazioni dal passato”. All’ascolto la destinazione del progetto appare sfuggente, come se il linguaggio diretto, accessibile, volesse per sua natura cercare connessioni extra-musicali (il compositore è attivo anche nel campo delle musiche di commento).
“Ritrovare frammenti di vita, espressione, narrazione e umanità” nella storia è l’obiettivo di Zoccatelli che tuttavia non vuole sperimentare, ma in questo caso preferisce giocare con la musica, con una scrittura a volte quasi prevedibile nei suoi percorsi. L’idea principale punta su scelte timbriche, abbinando ad esempio a contesti vocali (come il madrigale Languisce al fin di Gesualdo) il suono del giovane Triskeles Saxophone Quartet, affiancato dal clarinettista Enzo Siciliano. Il brano Memorie su Gesualdo è un sentiero puramente musicale che racconta un’altra storia, al di là dell’oggetto del suo omaggio, del quale riflette elementi reimbastendoli con serena ironia in un incontro dal sapore novecentesco che non mira a stupire l’ascoltatore né ad approfondire lo sguardo. Una semplicità quasi ingenua avvolge anche la Suite veneziana, serie di cartoline lagunari decorate da qualche vezzo barocco, contrappunti di matrice vocale ed esotismi. L’Omaggio a Salieri è invece una serie di variazioni su un tema di idilliaco classicismo che attinge all’opera Les Danaides. Riprende echi popolari la serie di Memorie migranti, un breve ciclo a programma che ricorda le partenze del secolo scorso e ne suggerisce sia la provenienza che le nostalgie.
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