Passeggiando nell’oasi dei trulli dove la Puglia sembra l’Istria

Terra rossa, ulivi, muri a secco in pietra. Se non fosse per le numerose e pittoresche costruzioni coniche, parzialmente ricoperte di calce bianca e sovrastate dal tipico pinnacolo, potrebbe sembrare la descrizione della vicina Istria. E invece siamo nella Puglia centrale, terra dei trulli, in uno dei siti turistici internazionali più frequentati d'Italia. Facilmente raggiungibile da Trieste anche per un weekend, questa spettacolare oasi paesaggistica si concerta soprattutto nella Valle d'Itria, compresa tra le province di Bari, Taranto e Brindisi, tra la Murgia meridionale e l'Alto Salento.
Masserie che paiono fortezze sassose tra gli ulivi secolari e villaggi rupestri si alternano a parchi naturali e a pittoreschi centri storici dove le stradine si attorcigliano attorno ai bianchi muri di calce. Geomorfologicamente la valle è costituita da una depressione carsica compresa tra gli abitati di Locorotondo, Cisternino e Martina Franca - il centro abitato più grande della zona e quello storicamente più rilevante - ma rientrano parzialmente in questa valle anche i comuni di Ceglie Messapica, Ostuni e Alberobello, cuore turistico della Puglia centrale.
Il suo caratteristico centro storico, quasi interamente costituito da trulli, è stato riconosciuto Patrimonio Mondiale dell’Umanità. Sono decine e decine le tradizionali abitazioni alberobellesi costruite con pietra a secco, distribuite su due colline dirimpettaie, nei due “quartieri” storici di Aja Piccola e Monti. Bastano pochi passi tra scalinate e torte viuzze che si addentrano in questi antichi insediamenti per immergersi nella dimensione intima di un villaggio fuori dal tempo, specie se si ha la possibilità di visitare gli interni o alcuni dei graziosi giardini annessi.
La base circolare delle costruzioni è in genere imbiancata con calce viva mentre il tetto a forma di cono, costituito da pietre a vista, culmina appunto in un pinnacolo - considerato a volte una semplice decorazione, altre una sorta di marchio distintivo - che può assumere varie fattezze e dimensioni.
Spesso la sommità dei trulli è abbellita anche da ulteriori iscrizioni decorative di varia forma, tracciate con latte di calce, in genere raffiguranti simboli zodiacali o religiosi. Negli interni originali non manca mai un camino.
L'edificio più grande del paese, a due piani, ribattezzato “Trullo Sovrano”, ospita un museo. Anche la Chiesa di sant'Antonio riprende la struttura architettonica tipica mentre la “casa d’amore”, oggi punto d’informazione turistica, è il primo edificio nell’intera cittadina costruito con materiali leganti, quali calce e malta, come indicato dall’iscrizione del 1797. Anche Locorotondo, con i suoi tetti spioventi di lamelle in pietra e l'impianto urbano circolare, è un imperdibile gioiello pugliese, che offre anche un notevole affaccio panoramico sulla valle circostante. Passeggiando tra le vie di Cisternino, invece, pare a momenti di essere in Grecia: le geometrie sono più squadrate, il bianco assoluto, sebbene contrastato da coloratissimi infissi e piccoli giardini urbani. Unico nel suo genere è il vasto centro storico di Martina Franca, dove spiccano palazzi nobiliari e religiosi, e dove gli elementi tipici degli abitati itriani si fondono a influssi barocchi creando un connubio insolito ed elegante.
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