Rapinatore motorizzato assalta banche in serie nella Grande bellezza

“Occhi blu” è il debutto alla regia dell’attrice Michela Cescon buon film di genere tra citazione e intrattenimento
Paolo Lughi



Dialoghi secchi, tanta atmosfera, personaggi malinconici e romantici, colonna sonora jazz, scandito da cartelli un po’ enigmatici che introducono – alla Tarantino – i capitoli della vicenda (il segreto, la sfida, la fuga,…), “Occhi blu” è un noir stilizzato tutto romano di ambientazione, sorprendente debutto nella regia dell’attrice trevigiana Michela Cescon.

Con una sceneggiatura (scritta anche da Marco Lodoli) che alterna tempi sospesi e improvvise accelerazioni, senza mai lasciare cadere però la tensione, il film racconta di un misterioso rapinatore solitario, sempre in sella a un maxi scooter, che assalta banche in serie per poi fuggire a grande velocità per le strade di Roma, facendo impazzire il commissario incaricato del caso (Ivano De Matteo). Non riuscendo a venirne a capo, il commissario chiede aiuto a un vecchio amico detto “il francese” (Jean-Hugues Anglade, già in cult come “Betty Blue” e “Nikita”), ex poliziotto con strani poteri psicologici capaci di risolvere ogni caso, tranne quello della morte della figlia investita a Roma proprio da una moto.

Interpretato da un’efficace e impassibile Valeria Golino in un ruolo chiave e da Matteo Olivetti (un giovane meccanico), “Occhi blu” sviluppa una vicenda visivamente affascinante tra il traffico caotico e la “grande bellezza” di Roma, in pieno giorno o di notte, tra casermoni e monumenti, tra una piramide bianca come la luna e un Colosseo all'alba che svetta eterno e indifferente sull’umanità.

Sicuramente ambizioso ma sincero e curato, debitore dichiarato della tradizione del laconico “polar” (poliziesco) francese, delle graphic novel e di un cult come “Drive” di Nicolas Winding Refn, “Occhi blu” va giudicato non come un’opera d’autore, ma come un buon film di genere che riesce a raggiungere i suoi obiettivi di citazione e intrattenimento. Meno riuscito nello scavo dei personaggi, che restano un po’ freddi, come fumetti.

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