Saviano star a Gorizia insegna ai giovani a non temere il futuro

Avrebbe potuto evitare i rischi, starsene più tranquillo. Ma Adriano Ossola ama le sfide. In fondo, chi non risica non rosica, si sa. Per l’undicesima edizione di èStoria, avrebbe, ad esempio, potuto insistere sulla Grande Guerra. Che, certo, non sarà trascurata. Tuttavia, questa volta, per la “sua” creatura ha voluto un cambiamento (non da poco), presente già nel titolo, nel tema: “Giovani”, titolo (e tema) di èStoria 2015. Si tratta di un cambiamento già anticipato tempo addietro. Come, ad esempio, già era stata anticipata la presenza di Roberto Saviano, Premio Friuladria 2015.
Ma è ieri che il programma della manifestazione è stato annunciato nel dettaglio, a Palazzo De Bassa, Gorizia. Un programma che, da giovedì 21 a domenica 24 maggio, darà vita, nel capoluogo isontino, a oltre cento tra convegni, presentazioni, dialoghi, mostre, proiezioni di film, laboratori e altre iniziative, con circa 130 ospiti internazionali. E con, ovviamente, più di qualche nome illustre. Si pensi a Zygmunt Bauman, padre del concetto di “modernità liquida”, che terrà (venerdì 22, al teatro Verdi, dopo l’inaugurazione della kermesse, fissata per le 18) una lectio magistralis sulle sfide e le prospettive che si presentano ai giovani nel corso della loro crescita e nel loro percorso verso il futuro. Perché l’obiettivo di èStoria 2015 sta proprio nel voler compiere un’analisi sul ruolo dei giovani nella storia e nell’attualità. Senza, certamente, trascurare il loro domani.
“Giovani” è anche il titolo della sezione principale del festival. E proprio alla sezione “Giovani” è affidato il prologo: appunto, giovedì 21, al teatro Verdi, precisamente alle 20.30, con la proiezione di un documentario di Alessandro Piva, “Camera mia”, al quale seguirà una conversazione tra lo stesso Piva e John Vignola. E, sempre in tale sezione, sempre al Verdi, ma sabato 23, alle 21, ci sarà Amina Sboui, la ragazza tunisina che, ancora minorenne, decise di fotografarsi a petto nudo postando lo scatto su Facebook dopo essersi scritta sul torace: “Questo corpo mi appartiene”.
A ospitare la parte maggiore degli eventi, ci penseranno gli spazi dei Giardini pubblici (nella Tenda Erodoto, Tenda Giovani e Ludotenda); tuttavia, mai come quest’anno, oltre a quelli dei Giardini pubblici e del teatro, altri ambienti cittadini saranno coinvolti, destinati a ospitare le iniziative della kermesse come nel caso di Palazzo De Bassa, della Biblioteca Statale Isontina, del Polo universitario di via Santa Chiara nonchè del Museo di Santa Chiara, di Palazzo De Grazia.
Il padiglione dell’Ersa sarà collocato negli spazi dell’Unione Ginnastica Goriziana. In Piazza Battisti, invece, come l’anno scorso, verrà allestita la Borsa Europea del Turismo Storico e della Grande Guerra, che, per la sua edizione numero due, oltre a quello incentrato sul primo conflitto mondiale allarga gli orizzonti abbracciando il turismo storico; il convegno di apertura della Borsa è in cartellone per le 15 di venerdì 22 con interventi, fra gli altri, del suo direttore, Filiberto Zovico, del sindaco di Gorizia, Ettore Romoli, della vicepresidente della Provincia di Gorizia, Mara Cernic, di Adriano Ossola; sarà il vicepresidente della Regione, Sergio Bolzonello, a trarre le conclusioni, intervistato dal direttore de Il Piccolo (partner dell’iniziativa), Paolo Possamai.
E ieri, nel presentare il festival, c’erano, fra gli altri, Romoli, Cernic, Ossola, Zovico, l’assessore Torrenti, Roberto Collini per la Fondazione Carigo. Da parte di èStoria vuol essere un modo per allargarsi ulteriormente, per entrare, ancor più che in passato, in contatto con la città, per attrarre un pubblico nuovo. Anche, e, soprattutto, di giovani. I quali, e Ossola lo sa bene, spesso non hanno “La storia in testa”, per citare una delle sezioni che compongono la kermesse, mentre un’altra sezione ha per titolo “Trincee”.
E verranno ricordati gli anniversari della battaglia di Waterloo, del Congresso di Vienna, della fine della Seconda guerra mondiale, del Trattato di Osimo, della nascita di Dante, dell'assassinio di Lincoln, del genocidio degli Armeni. Come troveranno spazio letture, da parte di Ariella Reggio, per un omaggio a Francesco Macedonio, di Massimo Popolizio, di Luciano Virgilio. Il tutto senza tralasciare il Premio Antonio Sema, i viaggi con l’èStoriabus, gli eventi sul futuro dell’alimentazione.
Nella mattina di venerdì, avremo, ad esempio, dalle 9, Paulin Ismard, Nic Fields, Tim Parkin e Giusto Traina, Francesco Fioretti, Pietro Tosco, Armando Torno. Nel pomeriggio, dalle 15, gli incontri con Alessandro Barbero, Marcello Flores e Andrea Zannini, coordinati da Pietro Spirito; con Gabriella Valera; con Gianluca Barneschi, Gerhard Hirschfeld, Chris McNab; con Colin Heywood, che terrà una lectio magistralis; con Paolo Crepet; con Mimmo Franzinelli. Il tutto, fino alle 21.30, quando ci sarà la proiezione de “Il ragazzo selvaggio”, introdotta da Jean-Marie Génard e Paolo Lughi.
Veniamo a sabato 23. Nella mattinata, fra i tanti, Andrew Horvat, e, nuovamente, Gabriella Valera; quindi, Alessio Ponzio, Patrizia Dogliani e Giuseppe Parlato. Alle 10.30 sarà la volta di Roberto Saviano, al Verdi, in un incontro, realizzato col sostegno di Banca FriulAdria, riservato alle classi che hanno aderito al progetto. Ancora, nella mattinata, avremo Virgilio Ilari; Antonia Arslan, Antonio Carioti, e, nuovamente, Marcello Flores; Livia Pomodoro e Armando Torno; Franco Cardini; Mario Isnenghi; Ferdinando Sanfelice di Monteforte. Nel pomeriggio, Alessandro Barbero, Brendan Simms, Tiziano Bonazzi, nuovamente Colin Heywood, Ping-chen Hsiung, Farian Sabahi, Santo Peli, Simonetta Fiori, Mark Thompson, Altan, Diego Fusaro, Massimo Teodori, Mimmo Franzinelli; quindi, alle 20.30, Aldo Cazzullo, e, alle 21.30, la proiezione, sempre introdotta da Génard e Lughi, de “Gli anni spezzati”.
Ma, sabato 23 sarà soprattutto il giorno di Saviano, che, alle 17.30, alla Tenda Erodoto, riceverà il Premio FriulAdria “Il romanzo della storia”, in una collaborazione con Pordenonelegge e Premio Luchetta. La mattina di domenica vedrà ospiti Piero Dorfles, nuovamente Aldo Cazzullo e Armando Torno, Cinzia Scaffidi, Sergio Romano, Brian Vick, Maurizio Molinari, Loretta Napoleoni, Giampaolo Cadalanu, Gianandrea Gaiani. Nel pomeriggio, Raoul Pupo e Roberto Spazzali saranno intervistati dal giornalista Roberto Covaz. Paolo Mieli, presidente del Comitato Storico della Grande Guerra di èStoria, introdurrà Gerhard Hirschfeld, Erwin Schmidl, Petra Svoljšak, Nicola Tranfaglia, Giovanni Fasanella. Ancora: Massimo Fini, Francesco Chiamulera, Gian Arturo Ferrari, fino all’incontro dal titolo “Figli di dittatori”, con Jean-Cristophe Brisard e Lana Parshina coordinati da Sergio Canciani, e a quello, dal titolo, “J. M. Barrie e Peter Pan” con Andrew Barkin, Stefano Salis e Piero Baldini.
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