Tomadin celebra il viaggio di Bach suonando sulla “grande signora”

Che sia per andare ad ascoltare a teatro il proprio cantante preferito o la band del cuore allo stadio, oggigiorno il viaggio musicale entro i confini nazionali o all’estero è considerato normale routine. Ma per lo stesso scopo, sebbene in misura più elitaria, ci si spostava anche nell’Ottocento e, ancor prima, pure nel Settecento, quando la fama di un compositore arrivava a espandersi in tutta Europa come nel caso di Dietrich Buxtehude, compositore e organista danese divenuto famoso grazie alle Abendmusiken ossia concerti pubblici organizzati in cicli di cantate da eseguirsi in chiesa al di fuori del servizio liturgico nel mese precedente il Natale e nelle domeniche dopo Pentecoste.
È proprio la suggestione di questa grande fama a spingere il ventenne Johann Sebastian Bach a intraprendere - nel 1705 - un lungo viaggio da Arnstadt a Lubecca, più di 400 chilometri percorsi avventurosamente a piedi lungo strade infestate da mendicanti e briganti pur di poter assistere a questi concerti e conoscere il grande maestro. Non si sa se i due si siano davvero incontrati di persona, se Bach abbia preso parte a qualcuno di questi concerti o vi abbia assistito soltanto come spettatore. Il gossip narra che, in ossequio alla tradizione delle grandi cattedrali in cui per poter diventare organista titolare bisognava sposare la figlia dell’organista uscente, Buxtehude abbia offerto la propria figlia a Johann Sebastian ma che, data la scarsa avvenenza della ragazza, questi abbia rifiutato.
Di certo si sa che a Lubecca rimase un paio di mesi e che al suo rientro ad Arnstadt venne mandato un giorno in galera per la prolungata assenza dal suo incarico di organista liturgico; così come si sa che artisticamente l’incontro con Buxtehude fu molto proficuo e influenzò profondamente il suo modo di comporre, al punto tale da attirarsi le reprimende dei pastori della cattedrale, anche pronti a licenziarlo per l’uso di armonie troppo moderne e un modo di suonare ritenuto ardito.
Al di là di storie e aneddoti, questo incontro datato dicembre 1705 segna senz’altro una svolta nel percorso musicale di Bach e da qui nasce l’idea di Manuel Tomadin di celebrarne il ricordo, riunendo in un cd Brilliant Classics appena uscito sul mercato le musiche giovanili per organo di Bach che possano essere state ispirate dalle musiche più importanti del Buxtehude maturo. «Di fatto ho scelto un programma – spiega il musicista – in cui sono contenuti brani di Bach composti tra il 1705 e il 1710 e scritti in ‘Stylus Fantasticus’ come andava di moda allora, che sono grandi composizioni però non molto famose e poco eseguite, e li ho posti a confronto con alcune tra le più famose composizioni di Buxtehude. In diversi brani le prime battute si assomigliano e ci sono parecchie analogie tra i due compositori, ovvero si può dire che Buxtehude lancia una certa idea che poi Bach raccoglie amplia e sviluppa al meglio da par suo». Per la registrazione, avvenuta lo scorso anno poco prima del lockdown, Tomadin ha avuto a disposizione l’organo della Martinikerk di Groningen, considerato lo strumento più bello dell’Olanda, «e oserei dire anche uno tra i dieci organi più belli al mondo. Famoso per il particolare colore verde, ha una grande potenza ma viene chiamato anche ‘grande signora’ per la sua maestosa eleganza». —
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