L’attualità del messaggio di San Francesco riletta da cinque artisti

Al Museo Diocesano di Trieste la mostra “Franciscus alter Christus” con sculture e dipinti realizzati da nomi di respiro internazionale

Marianna Accerboni
Franco Asco - Pace agli uomini di buona volontà - San Francesco d'Assisi 1949, bronzo
Franco Asco - Pace agli uomini di buona volontà - San Francesco d'Assisi 1949, bronzo

Cinque artisti, con un’importante opera ciascuno, compongono la mostra d’arte sacra contemporanea “Franciscus alter Christus”, inaugurata sabato 12 giugno davanti a un folto pubblico al Museo Diocesano nel complesso del Seminario Vescovile di via Besenghi. Organizzato dal Museo stesso nell’anno giubilare francescano per gli 800 anni dalla morte del Santo (Assisi 1181 / 1182 – 1226), l’evento è stato introdotto dal vescovo Enrico Trevisi con la partecipazione degli artisti espositori Sofia Novelli, Alan Pascuzzi, Oleg Supereco ed Étienne Zobler in dialogo con il curatore della mostra e del catalogo Agostino Ricardi di Netro. Nell’occasione è stato presentato il secondo volume dei “Quaderni del Museo Diocesano di Trieste” (Luglio editore), che funge da catalogo dell’esposizione e contiene una mappatura delle principali tra le numerose opere a tema francescano di Trieste. Nell’ambito della visita alla mostra, condotta dal curatore assieme agli artisti autori delle opere, si è riscoperto, attraverso l’arte, il senso profetico del messaggio di San Francesco d’Assisi all’umanità del nostro secolo, così bisognosa di pace e serenità.

Il “poverello di Assisi”, una delle figure più amate della cristianità, che proveniva in realtà da una famiglia molto agiata di mercanti di stoffe, assunse in sé i simboli di povertà, castità, umanità, pietà, misticismo, poesia e obbedienza, per cui viene universalmente venerato. E furono per esempio incredibili la sua determinazione e il suo coraggio nel recarsi (nel 1219 !) in Egitto in visita dal sultano Al-Kamil per cercare di porre fine alla quinta crociata. E non a caso il titolo della rassegna,“Franciscus alter Christus”, richiama l’idea di un secondo Cristo: «Il suo essere alter Christus – spiega Trevisi nel catalogo – ci aiuta ad avvicinarci a Cristo attraverso di lui, la sua semplicità, la sua radicalità evangelica».

In mostra compare un bronzo firmato da Franco Asco (Trieste 1903 – Milano 1970) - il cui cognome originario, assunto dalla madre di origini polacche, era Atschko -, stupendo e innovativo scultore di fama internazionale formatosi alla Scuola Industriale della città natale e all’Accademia di Venezia: con taglio espressionista compose, attraverso la figura di San Francesco, una sorta di inno alla pace, quanto mai attuale sia nel 1949, quando l’opera fu realizzata nel contesto di un doloroso dopoguerra, sia oggi.

Sul tema francescano sono stati invitati a confrontarsi anche gli altri quattro artisti presenti in mostra con un lavoro realizzato site specific nel 2026. Sofia Novelli (Prato, 1991), formatasi in prestigiose sedi accademiche a Firenze e Bologna, propone una rappresentazione, abilmente eseguita a tecnica a olio, tradizionale e serena del Santo, che appare immerso in una luce simbolica e nella natura verde e intensa dell’Appennino, a lei cara e vicina a Francesco. Alan Pascuzzi (Rochester, USA, 1969), formatosi attraverso studi umanistici negli Stati Uniti, oggi attivo a Firenze, utilizza tecniche antiche e interpreta il soggetto avvalendosi della terza dimensione, in cui la purezza del bianco della resina esprime la purezza d’animo del Santo in una rappresentazione di tensione spirituale espressa attraverso un pathos efficace e sentito, intenso ma nel contempo calibrato. Oleg Supereco (Mosca, 1974), pittore di notorietà internazionale, formatosi all’Accademia di Belle Arti della città natale e di Venezia e attivo da anni nel Trevigiano, interpreta il tema, com’è nel suo stile, avvalendosi di un forte contrappunto di luce che dona una sorta di vis drammatica e un notevole slancio vitale all’immagine del Santo, mentre Étienne Zobler (Balma, Francia, 1997), il più giovane degli artisti presenti con studi nel suo paese e a Firenze, forgia l’immagine di Francesco attraverso un elegante bassorilievo che narra il suo passaggio dalla vita terrena a quella eterna, raffigurato attraverso un felice binomio tra il bianco dell’argilla e la doratura di fondo.

Sofia Novelli - A immagine dell'amato
Sofia Novelli - A immagine dell'amato

 

La mostra sarà visitabile (fino al 10 luglio con orario 16-18 martedì e giovedì e sabato su appuntamento. Per contatti 340 5633832 e curatore.museo@diocesi.trieste.it.

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